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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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4. A D. GIUSEPPE SPARANO, CANONICO DELLA METROPOLITANA DI NAPOLI.

Che cosa sentisse prima il Santo sull'assoluzione da darsi al chierico abituato nel vizio turpe, che vuol essere promosso agli ordini sacri, e come cercasse di veder sempre più addentro in questa materia.

 

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

NOCERA, 20 NOVEMBRE [1750].

 

Ho ricevuta la sua stimatissima

Il mio sentimento sempre è che, quando l'ordinando segni d'una sincera e risoluta volontà d'emendarsi e di prenderne i mezzi, sicché con ragione probabile speret, Deo auctore, posse se continere secondo il Concilio, conforme allora non è indisposto ad essere assoluto, così non è indisposto ad ordinarsi.

Il confessore allora dee consigliargli a premettere l'esperienza; ma se quello vuol subito ordinarsi, non possa negargli l'assoluzione.

Le ragioni di [D. Giuseppe] Iorio in contrario non mi persuadono, né han persuaso molti uomini dotti con cui ho decifrato questo punto e son del mio sentimento, per cui ho trovato bellissime ragioni in S. Tommaso, che mi han confirmato.

Sarebbe lungo qui lo scriverle; non mancherà tempo di comunicarle in Napoli.

Il timore della ricaduta non toglie la speranza vera che può avere l'ordinando nella divina grazia, e specialmente nella grazia del sacramento, di perseverare nella castità.

Del resto, se V. S. Illma ha mutato parere da quel che prima mi disse, non intendo rimuoverla dal suo sentimento; solamente la prego a notarmi così alla rinfusa senza molto fastidio le dottrine, che ha raccolte sopra questo punto, e specialmente quell'autorità di S. Anselmo, che mi disse; acciocché io possa prenderne lume.1 Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

 

 


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La prego di questa carità; e dica [mancano nella copie alcune parole] quando può tornare, per mandarmi questo foglio. Resto

Di V. S. Illma.

Devmo ed obblmo servidore

ALFONSO DE' LIGUORI, del SS. Redentore.

[P. S.] Mi mandi ancora quel foglio di Iorio. Viva Gesù!

Conforme ad un'antica copia.

 




1 E fatti altri studi e ricerche, trovò veramente lume e diè fuori, non molto dopo, la sua dissertazione sul diniego dell'assoluzione a tali chierici, riformando quindi la sua prima opinione in tutte le edizioni successive della sua Morale.




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