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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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39. AL SIG. GIUSEPPE REMONDINI.

Gli parla dei pregi della nuova Pratica; ed inculcatagli nuovamente la stampa delle opere spirituali, gli raccomanda quella di un'operetta dommatica; finalmente promette di fornirgli alcune aggiunte per una nuova edizione della Teologia morale, concludendo con alcuni accordi per regolar meglio la corrispondenza.

 

NOCERA, 5 GIUGNO 1758.

 

Illmo Sig. Sig. mio e Pne colmo.

Ricevo la sua ultima delli 20 di maggio, e mi bisogna di rispondere a molte cose.

Farò pigliare le 50 Teologie, siccome mi scrive, colle Pratiche.

Ricevo anche il principio del Direttorio degli ordinandi1 colla prefazione del nostro P. Zaccaria, il quale sempre vuol lodarmi con eccesso. Ma il Direttorio che ho posto nella nuova Pratica è più abbondante e più aggiustato. Se me l'avesse scritto prima, l'avrei pregato che avesse stampato quest'ultimo.


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Qualche vescovo ha fatto comprare a' seminaristi la Pratica, appunto per questo Direttorio che vi è. Del resto, quel ch'è fatto è fatto; e la ringrazio delle 10O copie che vuole inviarmi. La carta è bellissima, e 'l carattere è più bello. E così avrei a caro che stampasse la Visita al Sacramento e il libro della Madonna; ma, come vedo, la Madonna e Gesù Cristo V. S. Illma li fa andare sempre in ultimo luogo. E pure è vero che io tengo per certo che questi due libri avrebbero centuplicato smaltimento più che il Direttorio e Pratica; e lo so per esperienza, per le ristampe replicate che ne han fatte i librai di Napoli. La Visita ora è l'undecima volta che si ristampa.

Ma in quanto alla Visita, se ella vuole ora ristamparla, giacché ha trattenuto sinora, trattenga un'altro poco; perché le voglio mandare l'ultima che ora si sta ristampando, dove vi ho aggiustate meglio molte altre cose.

Quell'altro libretto poi contro i Materialisti e Deisti1, non lo disprezzi: è picciolo, ma è tutto sugo; e così più giova, perché più facilmente si legge; ed ha avuta l'approvazione da uomini grandi.

Veniamo ora a quel che mi scrive. Ella mi dice nella sua lettera così: Le rinnovo le mie premure per la sua Teologia di fargli delle aggiunte e correzioni; e particolarmente in quelle proposizioni di Francia. L'espedirò le correzioni che sta facendo il

P. Zaccaria.

Rispondo per I. che questo suo comando delle aggiunte alla Teologia, io non l'avevo ricevuto ancora; forse quella sua non mi è capitata. Del resto, sì signore, io ho delle belle aggiunte che sarebbe bene di mettervi; e perciò penserei di prendere una delle copie che mi ha mandate della Teologia, ed ivi inserire a' luoghi propri le aggiunte che vi camminano, e più altre coselle che, facendo la Pratica, ho meglio aggiustate.


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È vero che alcune aggiunte di queste, già l'ho poste nella Pratica, ma sarebbe ottimo metterle anche nell'Opera grande; giacché ella pensa di ristampar la Teologia, come vedo, colla correzione delle proposizioni di Francia, che sto aspettando di fare, secondo le farà il P. Zaccaria; perché non so bene quali e quante siano. Per altro, ne ho intese due che sono proposizioni sane; ma bisogna toglierle, giacché la Francia vuole così.

Circa la Pratica, la latina si sta tuttavia sbrigando. La volgare, da molto tempo l'ho inviata in Roma al Sig. Agazzi; ma sinora non ho potuto averne riscontro; e temendo che si perda al procaccio, ho data l'incombenza a più amici che vedano se il Sig. Agazzi è morto o vivo, e che se egli non vuol prendere la Pratica dal procaccio, la prendano questi miei amici per conservarla.

Prego di nuovo V. S. Illma di scrivere a Roma e vedere che se ne sia fatta della Pratica, che stava al procaccio al numero 12. dentro una scatoletta, dove stava scritto sopra, se non erro, Al Sig. Giuseppe Agazzi. Prego poi V. S. Illma a darmene riscontro, ed a dirmi a chi avrò da farla consegnare in Roma per inviarcela, se il Sig. Agazzi non vuol prendersi quest'incombenza; giacché a tre lettere mie non m'ha risposto ancora. E pertanto mi avvisi poi (quando sarà tempo) per quale via vorrà che l'invii la Teologia colle correzioni ed aggiunte; giacché questa via del Sig. Agazzi par che non spunti. All'incontro, la via di Manfredonia forse è più pericolosa di perdersi quel che mando. Or basta: pensi poi come meglio resterà servita.

Circa poi la ristampa della Teologia, mi perdoni se le soggiungo una cosa. Il carattere è stato famoso, ma il sesto del libro in- foglio così grande non mi è piaciuto, mentre dividendola in tre tomi, son venuti troppo stretti. Io direi che se la stampasse in tre tomi in- , verrebbe assai assai migliore ed assai più comoda per istudiare. Forse alcuno per questo non l'ha pigliata, per vederla in tre tomi di sesto così grande e poi così stretto.


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Del resto faccia come meglio stimi. Ho parlato e detto ciò solamente per lo maggiore smaltimento; tanto più che colla ligatura in- verrebbe a costare meno il libro, due carlini meno. Io le copie, che V. S. Illma m'ha mandate, le ho fatte fare in uno tomo, ed è venuto comodo.

Resto

Di V. S. Illma

Umo e divmo servitore vero.

ALFONSO DE' LIGUORI, della C. del SS. Redentore.

 

[P. S.] Soggiungo: giusto stamattina, ho avuto notizie che il Sig. Agazzi ha ricevuta già la scatoletta col libro, e già l'ha inviata a V. S. Il Sig. Agazzi già penso perché non ha risposto a tante mie lettere: perché egli non prende le lettere dalla posta di Napoli. Ma io ora ho trovato il modo di fargli capitare le mie, con inviarle al suo fratello Pio Operario. Onde resta così: che tutto quello che occorrerà, proseguirò a mandare a V. S. per lo stesso canale d'Agazzi. Ma ella lo tenga avvertito ad inviarle subito quelli scritti ch'io manderò. La Pratica che riceverà, la prego a trattenere un'altro poco di stamparla; tanto più che le ho da mandare un'altra aggiuntolina di cosa necessaria. Viva Gesù e Maria!

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




1 Pubblicato col titolo: Examen ordinandorum.

1 Breve dissertazione contra,gli errori dei moderni increduli, oggidì nominati Materialisti e Deisti.




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