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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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100. AL SIG. GIAMBATTISTA REMONDINI.

Si consola che finalmente si metta mano alla ristampa dell'Homo Apostolicus ed anche all'Opera grande dei libri spirituali, per la quale promette d'inviare, quanto prima, gli opuscoli pel terzo volume, tra cui la Vita dd P. Cafaro, della quale indica l'importanza; dicendo infine che manderà anche una nuovissima dissertazione molto utile; e gli toglie ogni speranza di avere il suo ritratto.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 27 DICEMBRE 1762.

 

Illmo Sig. Sig. mio e Pne colmo.

A sua ultima mi ha consolato, in sentire da V. S. Illma che ha dato già ordine di mettersi al torchio l'Istruzione latina, la quale spero ora, mediante la sua attenzione, che venga corretta, coll'aggiunte poste a suoi luoghi; e spero che abbia da riuscire di utile a molti e di profitto anche a V. S.

Ella già mi speranza ancora, tra breve, di mettere al torchio l'Opera grande de' libri spirituali.

Io già sto compiendo l'opera della Verità della Fede, e subito compita, ce l'invierò con tutte l'altre operette che vanno al terzo tomo, insieme coll'opera delle Monache che lascierò d'inviarle, perché V. S. già la tiene.

Tra queste del terzo tomo, le invierò ancora la Vita del P. D. Paolo Cafaro (come già le scrissi tempo fa, ed ella mi scrisse che ce la mandassi) che è una vita ammirabile di un grand'operario e servo di Dio. Ella è breve, ma è piena di virtù eroiche e di opere apostoliche, onde piacerà molto ad ognuno che la leggerà. Io vi ho faticato in mezzo alle cure del vescovado e, per grazia di Dio, già la ho finita.

Di più, fra questo tempo io ho stampata una Dissertazione dell'opinione probabile1, scritta e fornita d'altre dottrine nuove


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che non erano scritte in altre dissertazioni di questa materia. Io ce le manderò ancora due copie, acciocché le stampi, se le pare; perché io qui ne ho fatte poche copie, ed avrei a caro che si spargesse; perché è una cosa nuova e son nuove cose, non ancora scritte da altri, in una dissertazione a parte.

Nella Istruzione latina ve ne è una parte, ma non tutta1.

Del libretto della Fede, gliene manderò due copie, e queste corrette, se bisogna. E godo che ha stabilito già di far l'Opera in- , che riuscirà ottima.


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Per carità, non mi nomini più ritratto. Che vituperio sarebbe di me e della stessa Opera ch'è spirituale, il far vedere che io, nel darla alle stampe, ho avuta la vanità di farmi fare il ritratto! La gente vuol leggere qualche cosa di suo profitto, non già vedere il ritratto di un miserabile, qual sono io.

Resto, facendole profondissima riverenza,

Di V. S. Illma Divmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 

 




1 Breve Dissertazione sull'uso moderato dell'opinione probabile. Questa Dissertazione, pubblicata la prima volta in questo anno 1762, ha una importanza tutta speciale per chi vuol conoscere la mente del Santo in materia di probabilismo. Qui egli, esplicitamente, dichiara il suo sistema dell'eguiprobabilismo. Io, così scriveva il Santo dopo dodici anni (1774) nell'opera: Dichiarazione del sistema che tiene l'autore intorno alla regola delle azioni morali n. 49- "io su questa materia, per lo spazio di 30 anni incirca, ho letti innumerabili autori così rigidi come benigni, e continuamente fra questo tempo ho cercato lume a Dio per fissare il sistema, che io dovea tenere per non errare. Finalmente, come ho dichiarato a principio di questa operetta, ho fissato il mio sistema. "E lo fece precisamente nella Dissertazione di cui si parla, alla quale rimandiamo i nostri lettori, contenti noi di riferirne il tratto seguente:

"Due sono le questioni che intendiamo di esaminare nella presente Dissertazione. La prima, se sia lecito seguitare l'opinione meno probabile. La seconda, se, essendo le due opinioni opposte egualmente o quasi egualmente probabili; sia lecito seguire la meno tuta. In quanto alla prima questione, presto ci sbrigheremo; perché la risoluzione è troppo chiara. Diciamo che non è lecito di seguitare l'opinione meno probabile, quando l'opinione che sta per la legge è notabilmente e certamente più probabile; perché allora ecc... In quanto poi alla seconda questione, diciamo che quando l'opinione men tuta è egualmente probabile, può lecitamente seguirsi; perché ecc. "

In queste due proposizioni consiste propriamente il sistema dell'equiprobabilismo d'ora in poi professato e sostenuto dal S. Dottore. N'è basta a muoverne dubbio che, nella 5ª edizione della Morale grande, pubblicata l'anno seguente (1763), trovasi ancora sul probabilismo l'altra dissertazione, inserita nelle due anteriori. Ciò avvenne, come vedremo più innanzi, per tutta negligenza del Remondini, con sommo rammarico del Santo il quale si era affaticato assai in compire la nuova Dissertazione, appunto per la quinta.



1 Tuttavia ve n'è una non piccola parte; mentre, paragonata la seconda edizione dell'Homo Apostolicus colla precedente, trovasi nel trattato De conscientia probabili che, in questa, non si va più in là di numeri 18, e in quella se ne contano ben 42.




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