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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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113. AL SIG. GIAMBATTISTA REMONDINI.

Lo avvisa del compimento e della spedizione delle aggiunte per la Morale, raccomandandogli di non omettere alcune cose molto utili, e gli esprime la ragione onde e mosso a stampare i suoi libri a Venezia anziché in Napoli.

 

Viva Gesù e Maria!

ARIENZO, 24 OTTOBRE 1763.

 

Illmo Sig. Sig. e Pne colmo.

Scrissi nella mia passata che, stante la premura che V. S. Illma mi dava, le avrei mandate per ora le sole aggiunte del primo tomo; ma come poi non ho trovato comodo pronto per mandarle in Roma, e penso di mandarle per una via più sicura d'un amico, perciò mi sono affaticato in questi giorni a compire tutte le aggiunte, anche del secondo e terzo tomo; ed oggi appunto ho compito tutto ed ho chiusi già gli scritti nella scatola; e nel mese entrante, subito che avrò il comodo sicuro come ho detto, manderò tutto per via di Roma, per mezzo del Sig. Agazzi.

La prego di nuovo a tener avvisato il Sig. Agazzi per lo ricapito di questa scatoletta di questi scritti che, se mai si perdessero, non mi fido di farli più.

La prego, quando si farà la ristampa, a non lasciare di mettervi le cose del P. Zaccaria e del P. Mansi; perché sono cose molto utili.

Spero poi che a quest'ora abbia ricevuti non solo i primi, ma anche i secondi fogli del nuovo libretto del Confessore diretto per le ville, e di nuovo la prego con tutta la premura di farlo subito rivedere e darlo subito alle stampe in carattere di caramone. E torno a dire: mi corre tutto l'impegno di vedere stampati questi libri in Venezia; giacché in Napoli ho ritrovato un certo revisore curioso e per verità poco intendente di Morale, che da principio mi ha cominciato a contraddire molte cose senza ragione; onde io, per non inquietarmi, ho pensato di farlo


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uscire da Venezia, e mi preme di averlo quanto più presto si può.

Sto aspettando l'Homo Apostolicus; e resto confermandomi

Di V. S. Illma

Devmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




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