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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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122. AL SIG. GIAMBATTISTA REMONDINI.

Dice delle correzioni da farsi al frontispizio del Confessore diretto; e datagli una notizia circa la spedizione d'alcuni libri, si lamenta assai che siasi ristampata la Morale senza tutte le correzioni ed aggiunte ed omettendone altre al proprio luogo, e gli raccomanda di fare almeno un cambiamento in un trattato e nel frontispizio.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

SANT'AGATA, 1 MARZO 1764.

 

Illmo Sig. Sig. e Pne colmo.

Ieri ricevei l'altra sua insieme con i tre frontespizi.

Al frontespizio del Confessore diretto non istà ben posta quell'aggiunta: Corretta ed accresciuta dall'autore, coll'aggiunta in fine di una dissertazione apologetica; perché non è dissertazione, ma è una risposta, con cui rispondo a certe opposizioni d'un Religioso, le quali non sono dottrinali. Onde dee chiamarsi Risposta apologetica, non Dissertazione; tanto più che questa risposta è brevissima ed è già stampata, e già ce le ho inviata da più settimane in una lettera, perché non era cosa di scatoletta.

Pertanto la prego a non far terminare questo libretto, se prima non le giunge questa risposta.

Che se mai ella si sperdesse per la via, me lo scriva; perché le manderò un'altra copia.

Abbiamo scritto più volte ad Ernandez, e non se ne avuta ancora risposta. Appena ieri ebbi notizia da Napoli che la


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barca de libri sta in Manfredonia, ma dee far la quarantana rigorosa di 40 giorni. Ci mancava quest'altro trattenimento. Basta: quando vengono i libri, procurerò lo smaltimento e lo raccomanderò ancora al P. Ferrari.

Sento poi che già V. S. Illma ha ristampata la Morale, ma la Morale antica, e vi ha poste quelle aggiunte che han potuto ivi mettersi, mi figuro, verso la fine dell'Opera; perché verisimilmente le mie aggiunte saranno arrivate, fatta la maggior parte della ristampa; ma le aggiunte migliori e più importanti son quelle che vanno al primo tomo, e specialmente quelle che vanno al primo libro1. Ora basta, quel ch'è fatto è fatto.

Del resto, non ho potuto non sentirne pena; perché, dalla ristampa passata alla nuova che speravo di vedere, v'è differenza dal cielo alla terra: perché, secondo le aggiunte nuove, si è posta un'altra assai maggior chiarezza alla Morale, e specialmente al primo libro ch'è il capo di tutta l'Opera; e molte dottrine importanti si sono aggiunte, e molte riformate. E con tutto che, per tali dottrine aggiunte e riformate, io mi trovavo già fatta la fatica: nondimeno, per metterle tutte a sesto, nell'està passata vi faticai due mesi, sette ed otto ore il giorno, con tre altri compagni che mi aiutavano. E posso dire di avervi arrischiata la vita; perché faticai, non ancora ben ristabilito dall'infermità mortale che poco avanti avevo patita. E mi diedi fretta, perché credevo che V. S. Illma aspettasse. Certamente che la differenza di aspettare non sarà stata che di pochi mesi, più o meno. Ma torno a dire, quel ch'è fatto è fatto.

Mi dispiace che poi queste mie fatiche ed aggiunte, fatte con tanto stento, staranno per molto tempo a dormire. La


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prego almeno a farle conservare con cautela, acciocché col tempo non si disperdano; e se si perdono, io non mi fido di farle più.

Dico una cosa: almeno sarebbe bene far mutare quel trattato de Conscientia, ch'è il primo, nel modo ultimo da me fatto; perché quel trattato antico (dico contro me stesso) è molto sconcertato. Almeno questo trattato nuovo potrebbe farlo stampare, e levarne l'antico alla ristampa fatta.

Buono è stato per altro, che V. S. Illma m'ha avvisata questa ristampa fatta, acciocché quelli che voleano qui comprarsi questa mia Morale, riformata nel detto ultimo modo, non restassero ingannati col comprare la stessa Morale antica. Mi dica poi fra quanto tempo farà metter mano alla nuova ristampa, acciocché possa avvisarlo a' miei sudditi ed amici.

Leggo poi già, nel frontespizio, essersene tolto anche il nome di Busembaum. Ma chi poi leggerà quel testo in mezzo all'Opera e poi le note, se non sa che il testo è d'altro autore mi stimerà un cervello stravagante e pazzo, pensando ch'io stesso ho scritto il testo e le note. Che male v'era a nominare Busembaum, almeno per non far vedere questo sconcerto? Almeno potrebbe aggiungersi così nel frontispizio: Adest autem, in corpore operis, textus alterius antiqui professoris scientiae moralis, cui ab initio Auctor suas adnotationes adnectere placuit: queste o simili parole1. Del resto faccia come meglio le pare.

E mi confermo

Di V. S. Illma

Divmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 

 




1 Accenna ai trattati de Conscientia e de Actibus humanis, composti in Nocera l'anno precedente (Ved. più sopra pag. 177 e 181.)- ed alla Breve Dissertazione sull'uso moderato dell'opinione probabile che, tradotta in latino, voleva inserire in questa edizione, come si vedrà nella lettera del 15 settembre dell'anno seguente 1765.

1 Il Remondini non corrispose punto ai desideri del Santo. Non fece alcuna aggiunta o correzione al frontispizio, né al primo libro: restando così, per suo fatto, l'antica dissertazione del probabilismo, come abbiamo osservato nella nota la della lettera C, pag. 165.




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