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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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141. AL SIG. GIAMBATTISTA REMONDINI.

Verificatisi i timori del Santo per l'Apologia, rinnova le raccomandazioni già fatte, inculcandogli per altro di mandarne liberamente le copie fuori del Regno.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

SANT'AGATA, LI 12 DICEMBRE 1764.

 

Illmo Sig. Sig. e Pne colmo.

Sono stato per più settimane privo di sue lettere, ma poi ne ho ricevuto tre tutte insieme. Facilmente i tempi rotti ne saranno stata la causa.


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Sento già che V. S. Illma ha ricevuti tutti li fogli e che già ha cominciato a stamparli, e di tutto mi consolo e ne la ringrazio. Specialmente mi consolo che abbia riveduti i fogli un allievo del dottissimo Mgr Mansi [arcivescovo di Lucca], che per conseguenza sarà anche dotto.

In quanto poi al mandare in Napoli la mia Risposta, quando sarà compita la stampa, già forse io le scrissi tutto, ed ora glielo ripeto: I Sig. Domenicani han fatto proibire in Napoli la stampa pubblica della mia Risposta. All'incontro, in Napoli la Reggenza ha fatto di nuovo pubblicare la Prammatica che non possano mandarsi scritti a stamparsi fuori senza licenza.

Posto ciò, non è cosa di mandare in Napoli le copie della mia Risposta stampata, per la via ordinaria della dogana di Napoli; ma bisogna mandarle in Manfredonia, tutte le dette copie, in una balletta a parte, e poi scrivere al Sig. D. Matteo Ernandez che consegni la detta balletta al prete D. Scipione Sabatelli, parroco e cappellano del castello di Manfredonia, perché esso D. Scipione già sta prevenuto da me, e sa dove ha da mandarmi le stampe, senza farle venire alla dogana di Napoli, dove le stampe facilmente rimarrebbero arrestate.

Senza però scrivere ad Ernandez, potrebbe V. S. Illma far dare l'incombenza allo stesso padrone della barca, che portasse la balletta al suddetto parroco del castello.

Aspetto poi i libri di S. Tommaso col libro del supplemento del P. Ferraris1.

Le copie però della mia Risposta, ben potrà mandarle in Sicilia, dove questa mia Risposta si sta aspettando con grande ansia.

Più volte sinora ho ricevuta la notizia che la Morale colle aggiunte tra breve si porrà sotto il torchio; ma io aspetto la consolazione di sentire che già siasi posta. È certo che quest'ultima ristampa, aggiustata come ho scritto, verrà tanto migliore dell'altra, quanto differisce il cielo dalla terra.


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Mando ducati 10, per ragione de' libretti smaltiti sinora del Confessore di campagna. Tuttavia sto smaltendo gli altri.

Il libro dell'Homo Apostolicus non ho potuto cominciare a smaltirlo ancora: aspetto che nel mio seminario si faccia la muta degli studenti della Morale; perché li studenti antichi si trovavano comprata l'Istruzione volgare.

Resto confermandomi

Di V. S. Illma Divmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.




1 Di cui si è parlato nelle lettere del 19 settembre e 10 novembre di quest'anno.






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