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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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150. AL SIG. GIAMBATTISTA REMONDINI.

Ottenuta la regia approvazione, gli parla della spedizione da fare liberamente della Apologia e dettogli d'alcuni libri ricevuti e del pagamento relativo, esprime il suo sentimento sulla nuova Risposta del Patuzzi e sulla dottrina che da questo si oppone, raccomandandosi infine per alcune notizie.

 

Viva Gesù, e Maria!

SANT'AGATA, 15 APRILE 1765.

 

Illmo Sig. Sig. mio e Pne colmo.

Per grazia di Dio, già ho avuta l'approvazione dal regio [governo], della quale molto temevo. Onde V. S. Illma ora può mandare liberamente le copie.

Già nell'ultima mia, le avvisai che ho ricevuti i libri di S. Tommaso col Compendio del P. Ferraris; ma le scrissi che ho disperso la sua lettera dove stava notato il prezzo di detti tomi. Mi avvisi dunque il detto prezzo; mentre per convenienza dovrò pagarlo di danaro mio; e mi avvisi ancora quanti tomi sono; perché già l'ho mandati a chi me l'avea richiesti. E mi avvisi ancora di nuovo quanto è il costo del Compendio di Ferraris.

Le copie dell'Apologia non l'ho ricevute ancora, né sinora ne ho notizia che sieno arrivate.

Aspettavo ancora per la posta le 50 copie della Dedica, e neppure le ho ricevute. E la prego di mandarmene 50 altre, anche per la posta; perché Dio sa quando l'avrò per via delle barche.


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Ho ricevuto ancora il primo foglio dell'ultima Risposta dell'Amico. Ma da questo foglio non ho potuto ricavare niente; perché sono tutte chiacchiere. Aspetto a vedere che cosa ha da dire, quando verrà a toccare quella sua dottrina di Teologia, che mi ha opposta; ma io credo che se l'ha inventata tutta di testa propria, perché tutti gli autori dicono il contrario.

La breve Dissertazione circa l'Ignoranza invincibile, che va alla nuova Morale, già l'ho consegnata al Sig. Giannantonio Moschini, il quale ha detto che sarà peso suo di farcela capitare.

E la prego di farmi sentir presto che ha posto mano alla ristampa, che qui in Napoli è aspettata con gran desiderio.

Molto mi son consolato ancora in sentire che ristampa la [Vera] Sposa [di Gesù Cristo], mentre qui in Napoli erano già finite.

Scrive Patuzzi, in questo primo foglio, che quanti hanno letta la sua prima Risposta, tutti, senza eccettuar pur uno, l'han giudicata invincibile; ma io ho inteso dire da altri tutto il contrario. Prego V. S. Illma ad avvisarmi, se mai lo sa, se è vero questa cosa che tutti l'hanno stimata invincibile, e se è vero che hanno stimata debole la mia Apologia. Di nuovo mi confermo

Di V. S. Illma

 

Divmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

 

[P. S.] La prego senza meno di mandare molte copie della mia Apologia in Sicilia, dove sento che siano molto ricercate, essendo all'incontro che la Risposta di Patuzzi ha fatto rumore; ma quando giungeranno ivi le mie Apologie, finirà certamente questo rumore.

Sento che sono anche molto desiderate in Roma ed in Lucca. La prego a mandarcele.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




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