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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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155. AL SIG. GIAMBATTISTA REMONDINI.

Gli parla d'un paragrafo da aggiungersi all'Appendice suddetta contro il Patuzzi; gl'invia una certa somma per libri ricevuti, e chiestegli copie dell'Apologia gli raccommanda caldamente la ristampa della Morale.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

SANT'AGATA, 26 GIUGNO 1765.

 

Illmo Sig. Sig. e Pne colmo.

Per grazia di Dio, ho ricevuto a tempo il libretto dell'ultima Risposta di Patuzzi. Dico a tempo, perché ora appunto stavo terminando l'appendice, e giusto ho avuta la comodità di aggiungervi un altro paragrafo, dove rispondo brevemente a certe cose principali che mi oppone il P. Patuzzi.

Subito che è terminata l'Apologia,ve l'invierò per mezzo del medesimo Sig. Moschini.


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Ho ricevuta ancora la nota del costo de' tomi di S. Tommaso, del Ferraris e dell'Apologia, e le invio l'importo delle lire 292, 8, secondo V. S. Illma mi scrive nella nota.

Delle Dediche non ho ricevute né le 50 né le 150 per mezzo di Migliaccio; ma di questo poco m'importa, perché qui già ne ho fatte stampare alcune copie che bastano per le 206 Apologie mandatemi.

Ora vi prego di mandarmi, quanto più presto, trecento altre Apologie, perché voglio darle a smaltire per mezzo delle case della nostra Congregazione, e per qualche altra via. Di queste però, secondo le smaltirò, ve ne manderò il denaro.

Per tanto la prego a mandarmi presto le dette copie 300 per la via ordinaria di Manfredonia, senza intricarvi più il Sabatelli.

Sin ora poi non ricevo la consolazione ancora di sentire che si sia posta mano alla ristampa nuova della Morale. Tutti mi domandano: quando esce questa nuova Morale? Io rispondo: a quest'ora già si sarà posta mano. Ma sempre mi trovo bugiardo. In somma, come vedo, non sarà difficile ch'io me ne muoia, e questa nuova ristampa, tanto desiderata, da me e dagli altri, non la veda. Ora sarà finita, come credo, da molto tempo la ristampa dell'Opera di Benedetto XIV. La prego ora di vedere di metter mano.

Non altro; resto confermandomi

Di V. S. Illma Divmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

 

[P. S.] Io al presente l'invio ducati 40 per conto non mio, ma del P. Ferrara che mi ha data questa incombenza; ed insieme l'invio di più le lire 292, 8 per conto de' libri a me mandati, cioè di S. Tommaso, Ferraris ed Apologie.

Quest'ultima Risposta del P. Patuzzi, sento che già di nuovo la fanno ristampare in Napoli i suoi partigiani; ma io non so che cosa vi trovino di buono. Io già l'ho letta, e le cose che dice son tutte frasche. Il povero Patuzzi si vede convinto, come mi dicono gli altri, e si va rampicando per le frasche. Del resto,


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pare che l'Opera mia ritrovi l'approvazione universale degli uomini dotti.

Del resto, io non ho altro impegno che si scovra la verità.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




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