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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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171. AL SIG. GIAMBATTISTA REMONDINI.

Gli ripete perché fa in Napoli, sebbene in poche copie, la prima stampa delle opere, dice del grande amore che ha per la chiarezza nello scrivere e perché, si lamenta della difficoltà dei mezzi di trasporto per le stampe, e gli chiede, s'è possibile, i fogli d'un'opera appena tirati.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

 

ARIENZO, 5 FEBBRAIO 1766.

Illmo Sig. Sig. e Pne colmo.

 

Rispondo all'ultima vostra delli 18 di gennaro. Di nuovo mi consolo di sentire che sta prossimo il termine della ristampa di Benedetto XIV e Noris.

signore, subito che avrò stampata l'Opera contra gli errori moderni, ce ne invierò più copie. Ma necessariamente debbo stamparla qui prima in Napoli: primieramente, perché temo che l'originale si possa perdere per la via, il che non è impossibile; ed io non mi fiderei più di tornare a far la fatica; mentre questa è una fatica immensa, cominciata da molto [tempo], con aver letto innumerabili libri; secondariamente, mi è necessario vedere e rivedere la stampa più volte, con aggiungere e levare molte cose, giacché questa è una materia molto delicata in cui ogni parola pesa cantàra. Questo sarebbe il gusto mio: farla stampare la prima volta da V. S. Illma; ma per dette ragioni è assolutamente impossibile. Del resto, quelle


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copie che stamperò qui saranno poche; ed io intanto stampo i miei libri la prima volta, acciocché possano stamparli appresso gli altri. Né questo è libro che in Napoli lo stamperanno questi nostri miserabili librai. Onde subito ch'è fatto, ce lo manderò.

E vero però che ho bisogno di tempo per darlo alle stampe; perché mi resta da fare una gran parte.

E perciò nell'ultima mia la pregai a procurarmi da Venezia l'opera del P. Valzetti o pure Vasecchi intitolata: Li fondamenti della religione cristiana, stampata dal Manfrè in tre tomi in- . La prego a inviarmela quanto più presto con avvisarmi il prezzo; perché quest'opera mi può servire.

In queste materie vi vuole una gran chiarezza. Io ho letto su ciò molti libri, ma tutti oscurissimi; ma io ho fatto vedere ad altri quello che già ho composto, e mi dicono che vi è una gran chiarezza, e perciò voglio fare quest'opera acciò colla chiarezza possa levare da errore i poveri ingannati.

E una miseria il trasporto delle stampe da costì in Napoli. Ecco che non ancora ho notizia delle vostre Spose e dell'altre 100 Apologie. Si sarà affondata la barca.

Saranno già due o tre settimane che le ho inviata, per mezzo del Sig. Moschini, una copia del libro della Probabile, ristampato qui con altro ordine e con molte cose aggiunte Mi avvisi; perché se non lo riceve, glie ne manderò un'altra copia.

Sento che in Roma l'Apologia ha avuto molto applauso.

Sento che V. S. Illma già stamperà ancora tra breve la Morale del P. Patuzzi. Se mai le sarà permesso, avrei a caro di averne, quanto più presto si potesse, i fogli subito che fossero tirati. Dico per quanto le sarà permesso; perché non voglio pretendere cose impertinenti; ma se potesse essere, l'avrei sommamente a caro.

Resto con tutto l'ossequio rassegnandomi

Di V. S. Illma

Divmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




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