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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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203. AL SIG. GIAMBATTISTA REMONDINI.

Gli partecipa la morte del P. Ferrara, e parla della vendita de' libri e de' pregi della operetta contro Febronio che sta compiendo, per la cui stampa gli fa alcune raccomandazioni.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, LI 28 APRILE 1768.

 

Illmo Sig. Sig. mio e Pne colmo.

Ho ricevuta l'ultima vostra delli 16 di aprile, in cui mi avete fatto ridere e piangere. V. S. Illma mi dimanda che siasene


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fatto del P. Ferrara. Da quanto tempo è fatto cenere!1 Io credeva che l'avesse saputo già da molto tempo. Si accosta l'anno che se ne morì.

Circa poi le stampe ch'egli aveva in mano, penso forse ch'esso n'abbia lasciata l'incombenza a qualche altro Padre; mentre io delle cose della Congregazione poco me ne intrigo: fo assai se attendo a sbrigare i negozi del vescovado. Del resto, voglio far dimandare e far vedere qual Padre ora ne ha l'incombenza, e poi le scriverò.

Del resto, difficilmente si troverà un altro Padre che abbia l'abilità del P. Ferrari, il quale smaltiva i libri, non già con contanti, ma per via di messe, ch'è una cosa di gran fastidio. Basta; poi l'avviserò a chi sono restati i libri, acciocché V. S. Illma ne disponga come meglio le pare. So per altro che quei libri delle Monache2 non si sono smaltiti; perché in Napoli, per tante ristampe qui fatte da' nostri, ne son pieni i monasteri. I nostri Padri poi non hanno quella facilità di smaltire i libri che hanno i librari.

In quanto alle Morali, mi e riuscito di smaltirne porzione; e spero tra breve concludere il negozio di 18 corpi. E vero che il denaro non lo riceverei al presente, ma alla raccolta; ma se concludo il negozio, il danaro è sicuro; e 'l negozio io lo tengo quasi per concluso.

A Manfredonia scrissi al Sig. Oronzio Noè, ma sinora non ho avuta alcuna risposta per quella balletta della Preghiera.

L'Istruzione [al popolo] latina si sta componendo, come anche sto componendo il libretto contra F.3 La prego, nelle sue lettere, di fare scrivere il detto autore nella stessa maniera.

Io ho lasciato tutte le altre cose per attendere solo a questa operetta che mi costa gran fatica. Sono da quattro mesi che vi fatico, computandosi le fatiche che avevo fatto prima per raccogliere la materia. Ho avuto da leggere due grossi tomi che


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mi son venuti da fuori. Ora aspetto un altro tomo grande da Napoli. L'operetta non verrà più di dieci o dodici fogli; ma bisogna ch'io sudi per ogni parola, perché questo libretto, essendo breve, sarà letto da tutti, anche da F.; tanto più ch'è latino, a differenza di tanti volumi grossi che vedo scritti contra F., i quali poco saranno comprati e poco letti, per essere così voluminosi e di spesa.

Vorrei terminare questo mio libretto prima di uscir colla Visita; ma mi resta ancora molto da fare. Basta; io non perdo tempo: ogni minuzzolo che posso rubare, a questo lo spendo.

Resto di V. S. Illma Divmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

 

[P. S.] Bisogna poi che apparecchiate un buono correttore al libretto contra F. (basta che sia lo stesso della Morale); perché già ho fatto il primo quinterno e, come vedo, viene con molte cassature e pieno di postille (ma son tutte poste chiaramente colla chiamata e richiamata), perché secondo trovo io una cosa buona, così ce l'aggiungo.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




1 Era morto fin dall'agosto precedente.



2 Vera Sposa di Gesù Cristo.



3 Febronio.




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