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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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222. AL SIG. GIAMBATTISTA REMONDINI.

Gli parla dell'Opera dommatica e delle precauzioni usate per impedirne la proibizione da parte della potestà laica; dà notizie delle sue infermità, e parla di un'altra opera cui ha posto mano, e della rinunzia che vuol fare del vescovado.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, LI 21 AGOSTO 1769.

 

Illmo Sig. Sig. e Pne colmo.

Per grazia di Dio, già ho terminata la mia opera in difesa de' dogmi definiti dal Concilio di Trento contra gli eretici. L'opera della Verità della Fede è principalmente fatta contra gli ateisti, o sieno materialisti e deisti; quest'altra mia opera è fatta principalmente contra gli eretici protestanti.


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Quegli uomini dotti che han cominciata a leggerla, l'hanno molto lodata; e così spero che sia gradita a tutti gli altri, mentre il libro è molto faticato; poiché in questo si risponde, succintamente e nello stesso tempo chiaramente, a tutte le opposizioni degli eretici. In somma, l'opera è quasi un intiera Dogmatica; con due belli trattati aggiunti, come vedrà, dopo la Sessione VI1, ed in fine del libro ove sta l'ultimo trattato2.

Nell'Opera non vi è alcuna cosa che possa ledere la potestà de' principi. La revisione del libro, con dispaccio particolare, è stata commessa dal nostro Re al Sig. canonico Simioli, il primo professore di Teologia negli studi regi di Napoli; e ciò, per timore ch'io non avessi posta nel libro qualche dottrina pregiudiziale all'autorità de' principi.

Onde V. S. Illma stia sicura che, per questa materia, non troverà alcuna opposizione in Venezia; mentre io sono stato molto attento a non parlare e dir cosa né contro la potestà de' principi, né a favore della potestà del Papa, sapendo quanto sia gelosa al presente ogni parola circa queste due potestà.

Sappia poi che io ne ho stampate pochissime copie, in tutto non ne ho stampata che mezza resima [risma], cioè 250 copie; dalle quali, tolte quelle che si hanno da dare ai revisori e ministri regi, consigliero di Stato, ministri della Camera reale ed altri, e tolte quelle che ho da regalare agli amici, molto poche me ne restano.

L'opera, io ce l'invio per mezzo dello stesso canale del Sig. Moschini, e spero che presto la riceverà. Nella medesima troverà per mezzo molte carte aggiunte manoscritte, che sono alcune belle aggiunte che non vi sono già in questo mio libro, stampato in Napoli.

In quanto alle mie infermità, per grazia di Dio sto meglio, ma sono rimasto colle gambe così deboli che non posso camminare


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che pochi passi ed appoggiato ad altri; e col collo cosi torto che non posso più dir messa. Fiat voluntas tua!

La prego a darmi riscontro anche V. S. Illma come la passa di salute, e resto con tutto l'ossequio rassegnandomi

Di V. S. Illma

Divmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

 

[P. S.] Soggiungo. Io da principio avrei mandati gli scritti del libro a farlo stampare da V. S. Illma nella prima edizione, ma mi trovo contento di averlo fatto stampare prima in Napoli; mentre sovra la stampa vi ho accomodate moltissime cose (togliendo ed accrescendo) di quelle che stavano nel manoscritto: onde questa mia stampa di Napoli ha servito solo per far venire l'opera bene aggiustata e compita; e con tutto ciò pure mi ha bisognato di mettervi molte aggiunte manoscritte, come di sovra le ho accennate.

Spero poi che il Signore mi darà vita finché compisca l'altra opera incominciata, cioè le Prediche per tutte le domeniche dell'anno1, insieme con più opuscoletti che vi verranno aggiunti.

Io sto colla risoluzione di rinunziare il vescovato; e spero che il Papa presente mi accordi di accettar la mia rinunzia, che il Papa passato non ha voluto accordarmi per più volte, nelle quali l'avevo supplicato.

Insieme col libro, le mando alcune belle aggiunte, che tenevo fatte, per quando si farà una nuova edizione della Morale grande; ora ce le mando, acciocché le conservi e poi se ne avvaglia quando bisognerà. Se poi avesse da ristampare il Compendio della Morale volgare, cioè la Pratica, me l'avvisi; perché le dette aggiunte le tengo fatte anche in volgare, e ad ogni suo avviso ce le manderei.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 

 




1 Del modo come opera la Grazia.



2 Dell'ubbidienza dovuta alle definizioni del Concilio e per conseguenza alla Chiesa cattolica romana, fuori di cui non vi è salute.

1 Sermoni compendiati per tutte le domeniche dell'anno.




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