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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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223. AL SIG. GIANFRANCESCO PACI, TIPOGRAFO IN NAPOLI.

Gli esprime quanto desidera per la stampa de' Sermoni già in corso; gli permette la ristampa di tutte le sue opere e quanto occorre da sua parte per fargli ottenere il privilegio.

 

Viva Gesù e Maria!

ARIENZO, LI 28 SETTEMBRE 1769.

 

Ho ricevuto il foglio compaginato, ma le colonne son

troppo corte. Vi vorrei almeno cinque versi di più secondo il modello che vi mandai; almeno metteteci tre altri versi di più senza meno. E perciò bisogna che aggiustiate così questo primo foglio.

Di più, non va bene come avete posto il principio delle Prediche alla pag. 8; ma mettete come vedrete che ho posto io in quel luogo, similmente come avevo posto già nel manoscritto.

Ed avvertite che io in tutto il libro non vi voglio versi vacui per mezzo; dopo ogni verso, siegua immediatamente da capo il verso seguente. In vece però di predica mettete sermone, come già ho notato alla detta pagina 8, e mettete i principi delle prediche in una sola colonna, non già a verso steso che abbraccia l'una e l'altra colonna.

Vi mando un altro quinterno grande di originale dove sono molte prediche, e frattanto io non perdo tempo: vado facendo l'altre prediche, ma gli affari del vescovado si pigliano molto tempo; onde qualche volta bisognerà interrompere la stampa.

Circa poi le mie opere che volete ristampare, sì signore io vi do tutto il permesso. Io per questo de' libri che stampo ne fo tanto poche copie; perché se l'opera piace, poi la ristampano gli altri, come già è succeduto. E specialmente direi di apparecchiarvi a ristampare questa mia ultima opera sul Concilio di Trento; perché io ne ho stampate pochissime copie, e già ne ho mille richieste.

Prometto ancora di rivedere tutte le mie opere che ristampate.


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In quanto alla Morale, sarebbe ottimo stamparla in- ; perché è più comoda ai lettori. Io applettai [sollecitai] Remondini che la facesse in- , ma non l'ha voluto fare come vedete. E già tengo più belle aggiunte da mettervi.

Se volete poi scritto, in una carta a parte, il permesso di ristampare per ottenere il privilegio, quando lo volete, ditemi come ha da essere; ché subito ve lo manderò.

Pare poi conveniente che, nella ristampa, si faccia qualche distinzione delle opere ascetiche o sieno libri divoti, come Visita, Apparecchio alla morte e simili, dalle opere dottrinali, come il libro della Fede, sul Concilio di Trento. Avrei ancora molte belle aggiunte alla Pratica della Morale volgare, se mai voleste anche ristamparla.

Del resto, regolatevi come meglio vi pare. E vi riverisco.

Avvertite, nelli fogli seguenti, a mandarmi le prime correzioni nette a striscie, acciocché possa io liberamente aggiungere o levare.

Obblmo servo

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme all'originale che si conserva in Roma dal Marchese Gaetano Ferraiuoli.

 




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