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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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236. AL SIG. GIAMBATTISTA REMONDINI.

Gli manda un'aggiunta per l'Homo Apostolicus di cosa molto importante, gli suggerisce dove e come apporla e torna a parlargli di altre due Opere.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 8 APRILE 1770.

 

Illmo Sig. Sig. e Pne colmo.

Io credevo di aver già mandata a V. S. Illma l'inclusa aggiunta per l'Homo Apostolicus, la quale viene alla terza parte, ma avendo riscontrati i miei bozzi, non l'ho potuta


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ritrovare abbozzata; onde mi son posto in dubbio se glie l'ho mandata o no, e mi dispiace che ella è d'una cosa molto importante che appartiene alla giurisdizione di tutti i vescovi. Onde se mai non arrivasse a tempo, perché si trovasse già stampato il luogo in cui dee venire, pregherei V. S. Illma di aggiungerla in fine in un cartesino a parte, mettendo così:

" Advertendum quod, in Tract. XX. de Privil. cap. III. num. 36, dixi cum Diana, ibi in fine, prorsus non posse episcopum absolvere ab excommunicatione Pontifici reservata, virtute facultatis episcopis concessae a Concilio Tridentino in cap. Liceat 6, Sess. 24, quamtumvis casus fuerit occultus, si in Bulla reservationis adsit clausula: a qua, praeterquam a Romano Pontifice, nisi in mortis articulo, absolvi nequeant. Sed re maturius perpensa, inveni id communius ab aliis non approbari, Quapropter hic expono ambas sententias quae adsunt super hoc punctum: Dubitatum fuit, an etc. E seguita a mettersi tutto quel che sta alla carta mandata dopo le dette parole: Dubitatum fuit.

Tanto può essere che quest'aggiunta io l'abbia già mandata, mentre così io tenevo; ma se mai non fosse mandata, la prego a far questo cartesino, o almeno di aggiungere in fine del libro questo Advertendum.

Il mio libro delle Prediche cogli altri opuscoli sta a buon porto, perché le prediche già son finite. Sto compiendo ora certi belli opuscoli che vi aggiungo appresso, e frattanto vado accomodando quelle picciole aggiunte che metto alle prediche; e non dubiti che subito compito il libro, glie lo manderò.

E già da ora ho cominciato a dar di mano all'altra opera dell'Istoria compendiata delle Eresie, la quale, come io penso, sarà gradita da tutti; perché non sarà così lunga, come scrivono altri, che venga un tomo grande o più tomi; appena verranno due tomi in- , come il libro della Fede o del Concilio; all'incontro non sarà così breve come hanno fatto altri scrittori, che appena accennano le cose. Io scriverò col mio stile conciso tutti i fatti più memorabili, prendendoli dagli ultimi


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autori che ne hanno scritto, come da Baronio, da Fleury, Natale Alessandro, Orsi, Graveson, Bernini, Hermant, Berti, Gotti ed altri. Bisogna però che il Signore mi dia vita e forze, se vuole quest'opera da me, perché vi vuol molta fatica; benché parte della fatica già l'ho fatta.

Resto, rassegnandomi per sempre

Di V. S. Illma

Divmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




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