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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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247. AL SIG. GIAMBATTISTA REMONDINI.

Sicuro della regia approvazione, manda il Domenicale con aggiunte e correzioni per la ristampa, notificandogli insieme un altro favore ottenuto dal Re a vantaggio di lui.

 

ARIENZO, 3 OTTOBRE 1771.

 

Illmo Sig. Sig. mio e Pne colmo.

Già per grazia di Dio ho saputo stasera, essere uscito il memoriale da Palazzo ed andato in Camera reale per la pubblicazione del mio libro delle Prediche; ed ora con qualche mia spesa si manda attorno da' ministri della Camera reale per farlo firmare, per non aspettare il mese di novembre dopo le feste.

Solo Dio sa le fatiche, gl'imbarrazzi, le spese e le angustie che ho sofferto per la spazio di un anno e mezzo, per ottenere questo intento; perché, come stavano imbrogliate le carte fra la Segreteria del nostro Re con la Curia di Mgr. Cappellano Maggiore, mai credevo venirne a fine. Benedetto sia sempre Dio, che mi ha data la consolazione di vederne la fine per la sua gloria!

Prima dunque che si pubblichi in Napoli, ho il vantaggio di servire V. S. Illma col mandargliene una copia per mezzo del


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Sig. Moschini, che spero voglia esser sollecito a farcela capitare, come già l'ho fatto pregare. Vedrà, nella medesima, molte aggiunte e correzioni. La prego a raccomandare al suo revisore che stia attento, coll'impegnarsi a situar tutto ne' propri luoghi e come sta accomodato in questo originale; pregando pure V. S. Illma a farlo stampare in buona carta ed in buon carattere; mentre voglio sperare che il libro abbia ad incontrare e così smaltirsi subito, mentre da ogni parte mi viene richiesto.

Io pure, per fare cosa grata a V. S. Illma, ho cercato al Re che per due anni non possa essere ristampato in Napoli; mentre gli stessi librari me ne hanno fatto domandar a centinaia le copie, ch'io non ho voluto loro accordare; onde spero che questa notizia pure voglia riuscirle grata.

Io ho stampato, dietro l'ultima pagina di questo libro, un elenco di tutte le mie opere; ma vorrei il piacere che V. S. Illma lo facesse stampare a prima e non nella fine dell'Opera, potendole riuscire come spero. Del resto, non potendole venire a principio, faccia come meglio le pare: basta che non lasci di farcelo mettere.

Non altro. Resto raffermandomi

Di V. S. Illma Divmo ed obblmo servitore vero

 

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma,

 




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