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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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258. AL SIG. GIAMBATTISTA REMONDINI.

Gli parla de' pregi dell'opera spedita, e della nuova risoluzione presa per i cangiamenti da farsi alla Morale.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 12 LUGLIO 1772.

 

Illmo Sig. Sig. e Pne colmo.

Io da più settimane le ho scritto un'altra mia, e non vedo risposta. Di più ho consegnato già l'opera dell'Istoria dell'Eresie colle confutazioni, ch'è venuta in tre tomi in- ; l'ho consegnata (dico) al Sig. Moschini, il quale mi dice che aspetta l'occasione per mandarla a V. S. Illma. Spero che quest'opera sarà gradita dal pubblico, forse più di tutte l'altre opere mie; sì, perché è curiosa, trattandosi di storia compendiata, in questi tre tometti, da molti volumi grandi de' migliori autori che ne trattano. È certo che un'opera simile al presente


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non vi è nella Chiesa, fra tanti libri ch'io ho dovuto leggere per fare quest'opera mia.

Nella copia che le mando, vi sono aggiunte molto buone, cose scritte a mano, che non vi sono nell'opera stampata in Napoli, la quale già si è cominciata a smaltire, e ne ho avute più richieste.

La prego, quando la riceverà da Moschini, avvisarmi subito per mia quiete.

Quello che più m'occorre in questa mia: V. S. Illma mi scrisse, già mesi sono, che volea ristampare la Morale; io all'incontro da più settimane le scrissi che, per la ristampa della Morale, avesse trattenuto; perché avevo intenzione di levarne tutto il testo rimasto di Busembaum. Ma ora, avendo meglio riflettuto, le dico che, se dal libro ne tolgo il testo, resterebbe il corpo tutto sconcertato. Avrei da cominciare da capo a fare una Morale a parte, per la quale non mi basterebbero cinque o sei altri anni di fatica. Ma io non sto in questo stato, in questa età decrepita, in cui mi trovo, di 77 anni (poco ci manca). Sarebbe pazzia mettermi a tal fatica in questo stato.

Nulladimeno, quando V. S. Illma vuol metter mano alla ristampa, con annettervi quelle ultime aggiunte che già le mandai, la prego ad avvisarmelo con replicate lettere; perché ho più cose importantissime da aggiungervi. Non sono cose di gran mole, ma sono cose di molta importanza e vanno a principio dell'opera; onde molto mi dispiacerebbe, se si ristampasse l'opera senza queste aggiunte o, per meglio dire, senza alcune riformazioni, le quali già tengo scritte e stese. Basta che solamente le metta in ordine, ed al primo suo avviso ce le manderò. Aspetto presto risposta di ciò, anche per consolazione, rivedere i suoi caratteri; mentre da molto tempo non li vedo.

Resto con tutto l'ossequio rassegnandomi

Di V. S. Illma

Divmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




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