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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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265. AL SIG. GIUSEPPE REMONDINI.

Ancora della suddetta tribolazione e del Monitum per la Morale, chiedendogli pure alcune notizie e copie di libri.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, LI 19 OTTOBRE 1772.

 

Illmo Sig. Sig. e Pne colmo.

Rispondo alla sua ultima de' 3 di ottobre. Sì signore, seguirò a pregare, acciocché il Signore la liberi totalmente dalla tribolazione corrente, e tengo già fatta la nota delle limosine, che a tempo suo le manderò; benché io non mi sono steso a tutta la somma che V. S. Illma mi scrisse, perché non l'ho stimato necessario.

Speravo che, in quest'ultima sua, mi avvesse avvisato di aver già ricevuto il Monito consaputo; ma spero che a quest'ora già l'abbia avuto, e prego di avvisarmelo subito; perché sto con tutta la sollecitudine, aspettando che si stampi nella Morale questo Monito, e si legga da' compratori; e perciò di nuovo prego a metterlo nell'ultima pagina della Morale, acciocché così si legga più facilmente da tutti. Io ne ho stampate qui alcune poche copie per dispensarle a qualcheduno, e qui me le


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rubano da mano e le cercano con ansietà. La scrittura è breve; ma è tutto sugo e sostanza, ed in breve mette in chiaro tutti i dubbi che si son fatti su questa materia.

Sto inteso circa le aggiunte, già poste nella Morale, e cose tolte che poteano dar ombra.

Mi avvisi poi a che stato sta il libro dell'Eresie. Qui è molto piaciuto.

In quanto all'Homo Apostolicus, e ad alcune brevi aggiunte che vi vorrebbero, la prego ad avvisarmi quando intende di farne la nuova edizione; perché allora anderò raccogliendo le cose e ce le manderò. Per ora sto occupato.

Più volte mi ricordo di averla pregata di mandarmi tre o quattro copie del Domenicale, da lei stampato, perché desidero di averlo colle aggiunte che le mandai; ma sinora non ho potuto averne risposta. La prego a rispondermi e poi, quando vi sarà la comodità, mi manderà queste tre o quattro copie.

Già le avvisai poi che ricevei la balla da Manfredonia, e già ho dato a legare i libri.

Non altro. Resto con tutto l'ossequio rassegnandomi

Di V. S. Illma Divmo ed obblmo servitore vero

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme all'originale che si conserva nel nostro archivio generalizio di Roma.

 




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