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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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297. AL SOMMO PONTEFICE PIO VI.

Gli dedica la Condotta ammirabile della divina Providenza in salvar l'uomo per mezzo di Gesù Cristo.

 

Beatissimo Padre,

 

Avendo io data alle stampe la presente operetta sulla Condotta della divina Providenza in condurre l'uomo per mezzo di Gesù Cristo all'eterna felicità, ho stimato cosa propria dedicarla alla Vostra Santità, che al presente, come Vicario di Cristo, ha il governo della Chiesa militante, per mezzo della quale sono tutte le anime fedeli dirette alla Patria beata.

Il glorioso governo della Santità Sua, incominciato con tanta saviezza, prudenza e zelo, con tanto distacco dal proprio sangue, coll'accompagnamento di tante luminose virtù, colla scelta di tanti buoni Ministri e colla destinazione di tanti degni Vescovi, fanno certamente sperare l'universal tranquillità della Chiesa.

Pertanto le umilio questa mia operetta, composta in questi ultimi anni di mia vita (quale verisimilmente penso che sarà l'ultima da me data fuori, giacché da quattro o cinque mesi in qua vedo che la testa mi va lasciando) supplicandola a correggerla, se vi trova cosa che non le piace; e se mai v'è cosa che stima utile al profitto de' figli della Chiesa, la supplico a bene dirla insieme coll'autore, il quale vive troppo obbligato alle moltiplicate grazie, concessegli dalla Santità Vostra, in averlo sgravato dal peso del vescovado, al quale sì per l'età cadente, come per li diversi morbi che gli annunziano vicina la morte, erasi renduto inabile a sostenerlo; oltre le particolari carità e favori, che con tanta benignità gli ha dispensati.

Il medesimo promette in tutt'i giorni di sua vita, nelle sue miserabili orazioni, di pregar sempre per la conservazione della Santità Sua.


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Intanto ella si degni di diffondere sovra di me e de' miei compagni la sua apostolica benedizione, che col bacio de' suoi santi piedi umilissimamente imploro.1

Di Vostra Santità

Umo, divmo ed obblmo figlio e servo

ALFONSO MARIA de' Liguori, vescovo.

Conforme al foglio stampato a capo dell'opera, pubblicata in Napoli coi tipi de' Fratelli di Paci nel 1775,

 




1 Il Santo, nell'inviare al Sommo Pontefice l'Opera dedicatagli, gli umiliò ancora un altro volume, contenente altri suoi opuscoli. Questi, in segno del suo sovrano gradimento, gli spediva il Breve che qui riferiamo:

"Perlibenter accepimus duo a te nobis dono transmissa opuscula, in quibus " praeclarum tuae pietatis studium cum sacra doctrina conjunctum elucet.

Eadem mirifice augent nostram, qua te complectimur, paterni animi benevolentiam, quae, quum ex virtutis meritorumque opinione proficiscatur, majorem in modum confirmatur.

Illud igitur tibi persuasum esse jure debet, quod in tui gratiam hactenus fecimus, pignus quoddam esse egregiae voluntatis in te nostrae, quam pro opportunitate magis in dies magisque tibi testatam reipsa facere parati sumus.

Hinc, in pontificiae charitatis argumentum, apostolicam benedictionem fraternitati tuae peramanter impertimur.

- Datum apud sanctam Mariam Majorem,sub annulo piscatoris, die XIX novembris 1775.






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