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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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335. AI VICARI FORANEI DELLA DIOCESI.

Dà ordini per togliere nel clero l'abuso della caccia, per promuovere nel popolo l'istruzione catechistica, e per regolare la condotta dei seminaristi nelle vacanze e la loro ammissione nel seminario.

 

SANT'AGATA, DAL NOSTRO VESCOVIL PALAZZO, 30 AGOSTO 1762.

 

Molto RR. Signori come fratelli.

Essendo il nostro pastoral animo tutto intento per la retta osservanza della disciplina negli ecclesiastici di questa città e diocesi, alla nostra giurisdizione soggette, a tal effetto ci


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siamo determinati fare le seguenti ordinazioni, che colla presente dirigiamo ai nostri vicari foranei in questa nostra diocesi; acciocché rispettivamente le passino a notizia di detti ecclesiastici nelle rispettive città e terre, per la piena osservanza di esse.

1. Avvegnaché restiamo ben informati che non pochi degli ecclesiastici suddetti, ed anche chierici, si abbiano preso la libertà di andare a caccia, senza nostra licenza in scriptis ed indistintamente senza prescrizione di tempo ancora, e, quel che più ci rincresce, taluni anche vestiti di abito secolaresco si siano portati sino alla caccia clamorosa, contro l'espressa proibizione de' sacri canoni; quindi, per ischivare un sì grave disordine ed occorrere a ciò con un pronto riparo, ordiniamo a tutti gli ecclesiastici di questa nostra diocesi, sian questi in qualsivoglia grado e dignità costituiti, che, dalla notificazione della presente in avvenire, niuno di essi ardisca di andare a caccia, senza nostra espressa licenza in scriptis o della nostra curia, che si concederà gratis, con quelle condizioni e riserve, prescritte da' sacri canoni; e ciò sotto pena di tre mesi di carcere per ciascheduno che contravviene.

In riguardo a' chierici poi che intendono ascendere al sacerdozio, proibiamo affatto la caccia, e vieppiù a' seminaristi, sotto le medesime pene, ed, oltre d'esse, dell'esclusione dalla sacra ordinazione; ben inteso che a' medesimi da noi non si accorderà licenza in modo alcuno, per cui dovranno questi astenersi da chiederla.

2. Incarichiamo a' RR. arcipreti, parrochi, sostituti e cappellani delle parrocchiali chiese di detta nostra diocesi che rispettivamente recitino al popolo, nella messa mattinale e nella seconda messa ancora, in ogni mattina de' giorni festivi, le dottrinelle che si mandano coll'esibitore della presente a ciascuno di essi, nel modo che sta scritto nella carta stampata, che si potrà da essi parrochi ed altri sostituti e da' cappellani parimente delle chiese, delle cappelle e chiese separate, incollare sopra una tavoletta o un cartone, acciò si abbia sempre presente, da riporsi in un luogo proprio, onde potersi avere con


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prontezza e facilmente leggere al menzionato popolo colla dovuta pausa per poterla intendere.

3. Ordiniamo a' convittori del nostro seminario e ad ogni altro che vuol entrare in esso che, nei principi dell'entrante mese di settembre, ciascheduno porti il memoriale per poter essere ammesso in esso, mediante nostro rescritto, con apparecchiarsi all'esame di quello che avrà studiato, determinando le giornate delli 15, 16, 17 di detto mese di settembre, a doversi presentare innanzi a noi, in questa nostra residenza, per conoscere la capacità di ognuno, onde poter essere ammessi solamente quelli, ne' quali concorrono li buoni costumi e la capacità, e quelli solamente che aspirano di ascendere al sacerdozio.

Di più, si faccia sentire a' detti seminaristi che, per tutto il tempo delle vacanze, si portino colla dovuta modestia, dando saggi col loro buon costume, e che assistano alla chiesa e servano in essa, rispettivamente, nelle sacre funzioni; prevenendo ognuno che di ciò ne faremo prendere una esatta informazione, affinché serva a noi di regolamento a poter procedere contro essi a quanto si conviene.

E finalmente sappiano tutti i seminaristi suddetti che saranno ammessi, nel modo divisato, nel nostro seminario, a dovere, nell'imminente ingresso nel medesimo, portare ognuno la zimarra di color negro, e con essa vestire nella dimora e per tutto il tempo che permaneranno nell'accennato nostro seminario; altrimenti saranno esclusi senza dubbio dal seminario suddetto: ben inteso che, colle mentovate zimarre, debbano portare le solite sottane di color paonazzo.

Ch'è quanto siamo per incaricare colla presente, che indirizziamo a' detti nostri vicari foranei de' rispettivi luoghi di questa nostra diocesi, per la pronta esecuzione di tutto quello si contiene nelle soprascritte nostre ordinazioni; per cui vogliamo che se n'estragga copia con ritornare a noi l'originale colle dovute relate.

E l'imploriamo dal cielo ogni bene spirituale.

Conforme alla edizione romana.

 




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