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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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342. AI PARROCHI E CONFESSORI.

Comunica loro una facoltà a favore dei moribondi.

 

Viva Gesù, Giuseppe e Maria!

[SANT'AGATA, DICEMBRE 1763.]

 

Molto Ill. e RR. Signori.

Essendosi degnata la Santità di N. S. PP. Clemente XIII, felicemente regnante, concedere a noi la facoltà di potere impartire la benedizione apostolica, coll'indulgenza plenaria in articulo mortis1, agl'infermi costituiti in extremis di questa città e nostra diocesi, che siano veramente pentiti e premuniti de' santissimi Sacramenti, e talvolta afflitti dal morbo, non potendo ciò fare; invochino contriti o colla bocca o col cuore il SSmo nome di Gesù, abbracciandosi con pazienza la morte, come debito del peccato, dalla mano del Signore Iddio, con poter una tal facoltà delegare a chi meglio a noi piacerà; in perciò, per non far rimanere prive di tanto tesoro le anime, che dovranno far passaggio da questa all'altra vita, colla presente comunichiamo la facoltà suddetta a tutti gli arcipreti, parrochi, sostituti e confessori, da noi approvati, tanto secolari quanto regolari di detta città e nostra diocesi, perché potessero essi prontamente, quante volte fa bisogno, prevalersene, con osservare; in omnibus la forma di altra lettera, in riguardo a ciò spedita in


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aprile dell'anno 1747 dalla fel. mem. di Benedetto XIV, non tralasciando nel medesimo tempo di rimettere qui acclusa la lettera a noi diretta dell'accennata Santità di N. S., con cui si comunica tal facoltà da poterla, come sopra, anche ad altri suddelegare; affinché ciascheduno possa trascriversi la formola in piè della medesima ordinata, in ogni caso che dovrà impartirsi una tal benedizione e plenaria indulgenza onninamente da osservarsi.

 

Tanto eseguano le SS. VV. con rimandare la dinotata original lettera di Roma a noi diretta, con fare in piè della presente le rispettive relate. Ed implorando loro dal cielo la pienezza di ogni bene, restiamo compartendo loro la nostra pastoral benedizione.

Conforme all'edizione romana.

 




1 Questa facoltà fu concessa il 3 dicembre 1763.




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