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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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367. AL MEDESIMO.

Con paterna carità gli dichiara i suoi sentimenti quanto alla lettera precedente, mostrando tutta la stima e benevolenza per lui e per tutto il clero.

 

Viva Gesù, Maria e Giuseppe!

ARIENZO, 4 NOVEMBRE 1771.

 

La lettera da me scrittavi non dovea recarvi il minimo disturbo, poiché con quella non intesistrappazzare voi né significare di esser poco contento di cotesto clero. L'editto fu bastantemente chiaro: poiché, dicendosi in esso che si dovea vestir di lungo tutta la mattina, dalli 15 di maggio sino alli, 2 di novembre, non risultava che, per detto tempo, gli ecclesiastici tutti, ancorché non avessero d'andare in chiesa, dovessero per tutta la mattina sino al dopo pranzo vestir di lungo; né dall'andar di lungo ne siegue che debbasi perciò oziare per qualche bottega.

Del resto, siate pur certi che io ho tutto il buon concetto, sì della degnissima persona vostra, che di tutto cotesto clero; ed ho ricevuto con sommo piacere li sentimenti comuni che ho letti nella vostra, e che sono degni di ottimi ecclesiastici, quali voi pur siete.

Vi benedico e resto

Di V. S. Affmo servitore

ALFONSO MARIA, vescovo di Sant'Agata.

Conforme all'originale che si conserva nella sacristia di San Carlo a' Catinari in Roma, presso i PP. Barnabiti




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