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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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382. AL MEDESIMO.

Ancora della ordinazione del Grazioli.

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

NOCERA, 13 MARZO 1753.

 

Illmo e Rmo Sig. Sig. e Pne colmo.

È stato qui D. Angelantonio Grazioli e mi ha detto avergli riferito il P. Fiocchi che V. S. Illma era contenta di dargli il sacerdozio, se io assicurava V. S. Illma che potesse ordinarlo senza scrupolo.

Io dico il mio sentimento: se volesse V. S. Illma dispensare agl'interstizi, non potrebbe farlo, perché non v'è la necessità della chiesa di Atella, come richiede il Tridentino; ma all'incontro, quando la dispensa degl'interstizi venisse da Roma, V. S. Illma senza scrupolo potrebbe accordagliela. Del resto, per ciò che ha detto il P. Fiocchi in suo nome, io l'ho esaminato, ed è passabile; e per la fede de vita et moribus, gliel'invio qui inclusa.

Circa poi l'andata in Napoli di V. S. Illma1, la prego a non partirsi se prima non m'avvisa; mentre bisogna aspettare l'esito di alcune cose che so circa la Congregazione; altrimenti sarà inutile per ora muover questa pedina, anzi può esser nocevole.


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Resto cercando la S. benedizione e confermandomi

 Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

Di V. S. Illma e Rma

Umo devmo ed obblmo servo vero

ALFONSO DE' LIGUORI della C. del SS. Redentore.

 

Fidem facio atque testor ego infra scriptus, Rector Major Ven. Congregationis presbyterorum SS. Redemptoris, diaconum D. Angelum Antonium Grazioli terrae Atellae, dioecesis Melphiensis, per plures menses nobiscum commoratum, morum honestatem semper praetulisse et vitam exemplarem egisse. In cujus fidem has praesentes litteras conscribi mandavi, quas propria manu subscripsi sigilloque meae Congregationis munivi.

Datum ex hoc nostro collegio S. Michaelis archangeli, civitatis et dioecesis Nuceriae Paganorum, III idib. Martii anni 1753.

 

(L. S.)ALPHONSUS DE LIGORIO, Rect. Maj.

Paschalis Amendolara, C. SS. R., prosecretar.

Conforme all'originale che si conserva presso Mgr Giuseppe Camassa, vescovo di Melfi.

 




1 Voleva il buon vescovo recarvisi, per ottenere appunto le facoltà per la fondazione di cui si è detto nella lettera precedente.




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