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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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3841. AL P. D. CARMINE PICONE, VICE-MAESTRO DE' NOVIZI IN CIORANI.

Gli raccomandala dolcezza con un novizio e la discrezione con tutti.

 

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

[MESE DI GIUGNO 1755]

 

Vi prego di trattar con dolcezza Manfredonia. Egli si terrà al noviziato come novizio, ma anderà ad accusarsi con gli altri oblati; e ditegli che esso è soggetto della Congregazione, perché questa tentazione lo tormenta. Dategli animo.


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Ora che vengono i caldi, allargate gli esercizî del noviziato. Fateli uscire spesso ed alleggeriteli di applicazione. Vediamo che tutti cadono ammalati. Fateli scrivere a poco a poco gli esercizî di missione, e fateli imparare a mente almeno due o tre sentimenti.

Viva Gesù, Maria, Giuseppe e Teresa!

Fratello ALFONSO del SS. Redentore.

Conforme alla copia che si legge nel Processo, per la beatificazione, della Curia di S. Agata, fol. 1321 e 1326.

 

In tutte tre si parla di Francesco Antonio Manfredonia. Questi che aveva professato il primo luglio 1754, dopo tre mesi, perduta la grazia della vocazione e chiesta inutilmente la dispensa dei voti (ved lett. 180, 181 e 182, pag. 268-270), si spinse all'eccesso di fuggire dalla Congregazione. Nondimeno, fermo il Santo nel diniego della dispensa, più volte dimandata, dopo sei mesi, il fuggitivo si vide obbligato dalla coscienza a ritornare nella casa di Pagani, dov'era il Santo; donde però questi scrisse al P. Picone la lettera n. 200: Viene Francesco Antonio ecc., e dopo pochi giorni la presente.

Ma perché - così il Picone nella sua testimonianza - D. Francesco Antonio stava poco bene, ne diedi parte al Servo di Dio, il quale in risposta mi scrisse: Sì Signore, a Manfredonia, date sollievo ecc. ", cioè la lettera 201, pag. 291. Ma tutte le pratiche caritatevoli andarono a vuoto; ché incorrigibile, il Manfredonia alla fine fu licenziato dalla Congregazione.

 




1 Non spiacerà al lettore vedere riprodotta anche questa lettera, di già inserita nel I° Vol. n. 149, pag. 222. Allora noi la togliemmo dall'edizione romana qual'era, senza data e senza il nome del destinatario. Ma avendola più tardi, coll'altra, n. 201, pag. 291, trovata nel Processo di beatificazione, sotto la testimonianza del P. Picone (Process. ordin. S. Agathae, fol. 1321 e 1326) cui era veramente indirizzata, ne avemmo lume per bene intendere queste ed anche la lettera n. 200.




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