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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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9. Al mio Sign.re e P.ne Oss.mo il Sig.re D. Francesco Mezzacapo, Caserta.1

Napoli 27 agosto 1732

Viva Giesù Giuseppe e Maria

Figlio mio dilettissimo in Giesù Cristo. Io alli 16 di ottobre ho da dare gli Esercizi al Clero qui in Napoli per 8 giorni appresso, onde per quelli giorni non occorre a favorirmi, perché starò tutto occupato, onde se vieni o prima o dopo detti esercizi t'aspetto con tutto il gusto mio, e meglio sarebbe venissi subito cominciate le ferie.

Sento con pena i travagli, in cui si trova V. S. presentemente, onde ti prometto di raccomandarti in modo speciale a Giesù Cristo per questo tempo, ma non voglio in niun conto, che ti trattieni in questo male stato, come mi scrivi sino a quel tempo, ti do per obbedienza a confessartene presto, presto presto, e poi t'attendo all'ora per sentirti quanto vuoi e darti nuovi rimedi; ma frattanto figlio mio caro tu già senti la voce di Dio che vuole entrare nel tuo cuore, e ti dice: aperi mihi; sto ad ostium, et pulso. E vuoi aspettare le ferie sino ad 8.bre, e se il Signore non ti toglie questi rimorsi, che sono tutti grazie sue, e voci con [cui] ti chiama continuamente a ritornare come figlio pentito a' suoi piedi, che ne sarà di te? Ti potrò aiutare più io? Vedi che si tratta di eternità, e ti pare poco stare un mese, un giorno più, e meno senza Dio, in disgrazia di Dio? Figlio mio rimedia subito subito per quanto puoi , confessati, non mancano così tanti buoni sacerdoti, scegline uno più caritatevole, seguita i sacramenti, fatti un poco di orazione il giorno sopra la morte, sopra quel momento, a quo pendet aeternitas. Ditti il Rosario a Maria, a cui farai una visita ogni giorno, pregandola a liberarti da peccato grave, consegnando tutta l'anima tua nelle sue mani con dirle: tuus sum ego, salvum me fac. E quando poi sei tentato replica sempre li nomi dolcissimi e fortissimi contro tutto l'inferno di Giesù e di Maria. E poi quando vuoi [vieni] che ti abbraccio con tutto il gusto mio. Non mi dare questo disgusto di farmiti trovare imbrogliato sino ad all'ora, come pare che mi accendi [accenni] nella lettera.

Rimediamo per come meglio si può, e allora rimedieremo meglio coll'aiuto di Giesù e di Maria. Orsù figlio mio ti benedico con tutto il core, il fuoco dello Spirito Santo riempia il core tuo, e t'aspetto.

Viva Giesù, Giuseppe e Maria. Riveriscimi il Rettore e il Sign. Pellegrini.

Aff.mo P.re Alfonso di Liguoro

Trascrizione secondo l'originale.

Analisi della lettera fatta dal P. Oreste Gregorio.

Pubblicata nel Periodico S. Alfonso 21 (1950) 144.




1 La presente lettera è stata donata nel 1950 dalla signorina Maria Mezzacapo, lontana parente del destinatario che si era affidato alla direzione spirituale del Santo, a mons. Bartolomeo Mangino, vescovo di Caserta e originario di Pagani, che a sua volta l'ha donata ai Redentoristi.






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