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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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17. A Mezzacapo Francesco. Caserta.

Fondazione della CSSS e della casa in Villa degli Schiavi.

 

Viva Giesù, Giuseppe, Maria e Teresa

 

Amalfi 26 novembre 1733

 

Don Ciccio mio caro,

Ho ricevuta appunto questa mattina, dopo tanto tempo, la tua delli 15 ottobre. Sappi che qui a Scala si è fondata una Congregazione di Operai sotto la direzione di monsignor Falcoia, vescovo di Castellammare, e già siamo molti compagni. Anzi, ti una altra notizia, ma voglio che la vai tenendo secreta alquanto, acciocché il demonio non ci metta impedimento. Io per febbraro verrò in diocesi di Caiazzo a voi vicina, et ivi verremo a fondare un'altra casa, propriamente nella Villa de' Schiavi, nello Stato di Formicola, e già ivi ci tengono apparecchiata chiesa, casa e rendita, e ci stanno aspettando, per gloria di Dio, come il Messia. Onde non occorre che ora vieni a trovarmi a Scala, perché dentro Quadragesima mi puoi venire a trovare più vicino al detto luogo della Villa, dove senz'altro ti aspetto per parlare a lungo, e se Dio ti chiama per fratello nostro con tutto il cuore ti aspetto. Ma sappi che la regola è alquanto stretta, perché l'impiego principale che abbiamo è delle missioni; la vita poi in casa è di fatica e solitudine, mentre vi sono molte ore di silenzio, vi sono un'ora e mezza, divisa in tre volte di orazione mentale il giorno, oltre il tempo del ringraziamento alla communione; vi sono 4 discipline la settimana, et altre cose.

Onde difficilmente può resistere fra noi chi non viene per farsi proprio santo, ma per fare una vita comoda. Non dico questo per te, perché già so il desiderio che avevi di esser Pio Operaio, la quale vita è più aspra della nostra. Onde ti aspetto a Caiazzo senz'altro, per parlare che vuoi fare. Frattanto fa un'ora di orazione mentale il giorno, fra mattina e sera, e prega Giesù e Maria che t'illuminino, se ti vuole fra di noi, e leggi ogni giorno un poco di vita di santo, e un poco di qualche libro di Maria.

E riveriscimi caramente Monsignore mio caro di Caserta. Vacci apposta, e digli quello che ti ò scritto, e digli che andando a Caiazzo avrò la fortuna di starli vicino, e che, se ci comanda, con tutto il gusto saremo a servirlo con qualche missione nella sua diocesi.

Riveriscimi ancora caramente il signor don Carlo mio Pellegrino, e confidali ciò che ti ò scritto.

Orsù raccomandami a Giesù Cristo e a Maria, mentre io faccio l'istesso per te. A rivederci.

Viva Giesù, Giuseppe, Maria e Teresa.

Se mi vuoi scrivere, manda le lettere in Napoli al signor Giovanni Oliviero della Beneficiata, alla Loggia, appresso al cartaro Francesco Torre, et egli mi farà capitare subito le lettere.

Viva Giesù e Maria.

U(milisi)mo Se(rvito)re

[Alfonso Maria de Liguori]

 

Trascrizione secondo l'originale autografo in APN, S. Alfonso, III, 54, donato dalla Sig.na Maria Mezzacapo.

Analisi della lettera fatta dal P. Oreste Gregorio.

Pubblicata nel Periodico S. Alfonso 21 (1950) 165-166.




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