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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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44. Alla Santa Sede.1

Abbozzo autografo di un memoriale con la nota: Indrizzo per l'approvazione

 

[Nocera?],... 1742.

 

Viva Giesù, Gius. Maria e Teresa

Memoriale.

Esponere che dall'anno istituito ecc. ad instar della Cong. de Padri della Missione, ma col fine di abitar fuor dell'abitato, e in mezzo alle diocesi nelle terre rurali fuori delle città, per attendere ad aiutare i paesi rurali più abbandonati: Il Signore pare che à bened. o l'Opera per il profitto in tante Diocesi, dove abbiamo tenute le Case, e abbiamo faticato, Scala, Caiazzo. Ora in Salerno. Nocera. Amalfi, Cava, Castell. re, e anche Napoli. Siamo... Sacerdoti. Si prega per l'approvazione, affine di faticare con maggior animo, e più certa benediz. di Dio

Dentro il Memoriale s'includono le Regole. Il Card. Spinelli le manderà ad un Card. amico, che lo presenti al Papa e lo facci commettere. Indi si aspetterà per le informazioni da Vescovi.

Facendo accudire in Roma per commettere queste informazioni o dall'Agente di Spinelli o da Rossi... nipoti.

Nell'istesso tempo... una lettera di Brancone ad Acquaviva in favore per l'approvazione attestando il bene, e la casa concessa, ecc., laicale, perché non vi era l'approv. ne della Santa Sede.

Si aspetterà frattanto qui sino al mandar l'informazioni, e poi si deve andare in Roma.

V. Giesù e Maria.

 

L'originale giace presso l'archivio della Curia arcivescovile di Napoli. È autografo, come ne fa fede la postilla: «Attesto io qui sottoscritto che la presente scrittura è stata distesa di proprio pugno da S. Alfonso M. de Liguori, Nic. Mauron CSSR. Super. Generale e Rett. Maggiore».

Analisi della lettera fatta dal P. Oreste Gregorio.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 10 (1962), pp. 18-19.

 




1 Questo memoriale è il più antico tentativo compiuto per conseguire l'Approvazione Pontificia della Congregazione del ss. Redentore. Evidentemente è una bozza, appartiene al 1742, quando era vivo ancora Mons. Falcoia. Nel 1741 era stato stretto un Concordato nuovo tra la Santa Sede e il Regno di Napoli: il clima di distensione incoraggiò il fondatore a presentare richiesta dell'Approvazione del suo Istituto missionario.

Il contesto favorisce l'ipotesi dell'anno predetto: non si accenna ai collegi di Iliceto (1745) né di Materdomini (1746). Si parla di Scala, Caiazzo e indirettamente di Ciorani <ora in Salerno> e di Nocera, cioè Pagani (1742). Il testo si riferisce poi alle missioni di Napoli (1741-1742).

Interessante è l'accenno al Card. Acquaviva. Troiano Acquaviva d'Aragona, napoletano, era Legato della Spagna e del Regno delle Due Sicilie presso la Santa Sede; successe al Card. Cienfuegos morto nel 1739. L'Acquaviva si spense nel 1747; nel principio del 1742 intervenne nel caso increscioso di Mons. Falcoia, minacciato di bando. L'occasione offerta dal Concordato era buona e s. Alfonso ne approfittò.

Il documento spiana il sentiero ad orientare le investigazioni intorno alla evoluzione delle pratiche iniziate nel 1742. Non ebbero il successo sperato, per cui il Santo le riprese nel 1748, conseguendo nel 25 febbraio 1749 il Breve da Benedetto XIV.






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