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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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45. Al M. R. P. D. Cesare Sportelli.1

Ministro nella Congregazione del SS. Salvadore. Ciorani.

S. Aniello, 10 agosto 1742

Viva Giesù, Maria, Giuseppe e Teresa.

Sia lodato e ringraziato Giesù e Maria, che già si è conclusa l'aggregazione2 per la settimana entrante dopo tanti contrasti è già appuntata e certa. Ma non sarà prima di sabbato ad otto. Potete farvi i conti vostri, perché già è certo. Vi dico la verità, mi sarebbe pesato venirmene leggiero a Ciorani, anzi con molti debiti, che già tengo3.





1 Questo brano di lettera fa parte di una lettera inviata dal P. Cafaro allo Sportelli; riportata daF. Kuntz, in  Commentaria  II, 111, è stampata in Epistulae Ven. Servi Dei Pauli Cafaro C. SS. R., Roma 1934, p. 13.


2 Ogni volta che un cittadino veniva iscritto al Sedile di competenza della famiglia De Liguori (Sedile di Portanova), S. Alfonso, in qualità di capofamiglia, doveva intervenire, ricevendo per questo una cospicua somma di denaro.


3 Il P. Paolo Cafaro così prosegue la lettera

Dopo scritto questo si è letta la vostra. Non scrive il Padre, perché sta con dolori di testa. Per ora si mandano le robbe. Circa l'andar esso in Napoli, vi sono molti dubbi, che non occorre scrivere. Per i Fratelli, si stenderà quel altro poco di pane, lardo ecc. che ci è restato qui, e poi si penserà mandarli a Ciorani. Per il sugello si maraviglia perché non vi è piaciuto. Quello si ha da battere col maglio, e fortemente, e colle carte addoppiate sotto. Voi avrete un poco premuto colle mani, e perciò vi parono monti e lance.

Supposto che l'aggregazione è certa, li pare che vi potete stendere a spendere preventivamente qualche cosa per la fabbrica. Per li convittori, prima bisogna parlare col Padre [mons. Falcoia], e poi si penserà. Non altro. Si mandano le semenze al P. D. Giovanni (Mazzini) che le conservi; e bacio a V. Riv. la mano unitamente ancora a tutti i Padri.

Umilissimo servo e suddito

Paolo Cafaro del SS. Salvadore.

 

Ad Ven. Sportelli communis S. Alfonsi et Ven. Cafaro epistola. 10 Augusti 1742.

- S. Alfonsus brevissime scribit de illo negotio, quod pag. 12 in nota 3 explicatur. Ex iis, quae P. Cafaro adiungit, praecipue notanda sunt verba de sigillo nascentis Instituti tractantia.






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