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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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60. Al Cardinale Spinelli Giuseppe.1

Sulla casa di Pagani. Abbozzo incompleto

Alcune informazioni per un voto chiesto al cardinale nella lite relativa alla fondazione di Nocera de' Pagani.

 

Iliceto, dopo il 17. 07. 1745.

 

V. Giesù e Maria

Io mi ritrovo in Iliceto, in una nuova casa da noi presa, circondato da pastori e gente di campagna2. Quando V. Em. passò, lo seppi dopo, onde non potei [avere] la sorte di dirle a voce quello che mi occorreva dirle circa l'idea del voto che V.E. volea ponere nella consaputa Relazione, ciò è per la lite di Nocera3. Seppi già che V.E. ci volea favorire nella Relazione ecc., ma ci volea ponere anche il voto che le nostre case restassero alla totale dipendenza del Vescovo in ogni cosa, così del governo intrinseco com'estrinseco della nostra Congregazione o Adunanza, come si voglia chiamare, e che ciascuna casa fusse separata dalle altre, sicché dovessero i soggetti servire solo a quella diocesi e 'l Vescovo ne fusse il dispotico superiore4. Su questo particolare io desiderava dirle a voce quello che bisognava. Ma passando V.E. da qui vicino a Foggia, non lo potei sapere se non dopo. E perché ora non posso lasciare qui, e 'l viaggio è troppo lontano, prego V.E. di degnarsi di leggere almeno quello che mi occorre di rappresentarle.

Io già intendo che V.E. avrà fini giustissimi nel suo voto, ma la supplico a considerare quel poco che qui posso rappresentarle, e poi, se non le pare ragionevole, faccia come meglio stima. Compatisca se son lungo, ò premura di restringermi. Perché considero l'istesso che dismettere la nostra povera Adunanza.

Prego V.E. a riflettere quel poco che posso qui spiegare. E se non le pare ragionevole, non mi esaudisca.

Consideri V.E. l'intento della nostra Opera che abbiamo intrapresa.

Prima di tutto è necessario che V.E. sappi l'intento di questa nostra Opera o Adunanza. L'intento è stato di andare... alle diocesi abbandonate.

 

Abbozzo autografo del Santo. Trascrizione dall'originale conservato. in A G.

L'abbozzo ha molte correzioni, cancellature e aggiunte. Alla fine dà piuttosto l'impressione che si tratti di appunti per una lettera da stendere.

Analisi del documento fatta dal P. Andreas Sampers.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 25 (1977) pp. 299-300, n. 5.

1 Alfonso scrisse questo testo sul verso di una lettera dell'arciprete Nicola Antonio Fiore (Flore), datata «Modugno 17 Luglio 1745».




1 Card. Giuseppe Spinelli (1694-1763), arcivescovo di Napoli 1734-1754.



2 Alfonso era andato a Deliceto nel dicembre 1744 per tenervi una missione e fondarvi una nuova casa dell'Istituto. Cfr. Spic. hist. 5 (1957) 278, 21 (1973) 302, n. 6.

 



3 TANNOIA,. op. cit., I 157-158 (lib. II, cap. 19) dà una parte di una relazione del card. Spinelli alla S. Sede, della quale però non conosciamo l'originale. Cfr. TELLERIA, op. cit., I 353-354; DE MEULEMEESTER, op. cit., II 86-87.



4 Anche in altre occasioni il card. Spinelli si mostrò molto favorevole al nuovo Istituto, fondato in aiuto dei fedeli abbandonati della campagna. Voleva però che venisse assolutamente salvaguardata la dipendenza dei membri dagli ordinari dei luoghi in cui erano situate le case. Vedi il suo voto dell'11 ottobre 1748, ed. in Documenta miscellanea ad regulam et spiritum Congregationis nostrae illustrandum, Roma 1904, 75-78.






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