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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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92. Ad un Padre della Congregazione [forse P. Carmine Fiocchi?].

Sugli studenti usciti dietro Muscari.

 

Viva Gesù Maria Giuseppe e Teresa

 

Ciorani, 13 ottobre (1751?).

 

Già saprete che li 4 giovani già si sono partiti di qui senza l'assoluzione de' voti. Io l'ho pregati che almeno si trattenessero tre giorni, ma essi han voluto partire subito senz'assoluzione1.

Accecati dalla passione han minacciato che voleano ricorrere al Re contro di me, dicendo ch'io li volevo tenere per forza e perché si son partiti stizzati può essere che lo facciano e dicano qualche cosa di peggio col consiglio del grande tentatore.

Onde abbiamo pensato esser bene che subito dimattina si parta D. Celestino, e vada a prevenire Brancone con dirgli il fatto, cioè ch'essendo venuto fra noi un abbate Basiliano, questo ha cercato di distruggere la Congregazione con tentare molti, anche i Fratelli laici che sen'uscissero, ed infatti già si è tirati quattro buoni giovani, che dopo aver fatto il voto e giuramento di Perseveranza, e dopo che la Congregazione ci ha perduto tante fatiche e spese, istigati da quel demonio hanno voluto partirsi senza licenza.

Dica che il Basiliano l'abbiamo subito licenziato noi subito che abbiamo scoverto il tradimento. Dica che noi l'abbiamo voluto prevenire acciò stia inteso del fatto, perché forse questi spinti dalla passione, poiché io non l'ho voluto dare licenza, verranno a mormorare ed esclamare contro la Congregazione. Dica che io lo prego a difenderci, giacché dopo Dio non abbiamo altra speranza che lui.

Se mai non ci potesse andare D. Celestino, bisognerà che ci vada V. R.: ed io avrei più a caro che ci andasse V. R., perché li rappresenterebbe meglio il fatto. Basta, mi rimetto, o l'uno o l'altro vada senza meno domani.

Vedete che Brancone verisimilmente ora starà in villeggiatura. Bisogna che si prenda l'informo dove sta dalla casa sua, che sta a Toledo all'incontro le carceri di S. Giacomo. La cosa importa molto, perché se Brancone non sta prevenuto e questi fanno qualche monito avvelenato, ci potrebbero far danno. Prevenga e dica a Brancone, che noi abbiamo fatto Rett. Maggiore e Rettori, ma tutto in segreto. Di fuori non abbiamo uso del Breve per aspettar prima il R. Exequatur: tutte queste cose bisogna notarle per ordine e dirle al signor Marchese Brancone.

In Napoli vi è Margotta; se ci potesse venire anche Margotta, buono sarebbe. Ma io non so dove sta di casa in Napoli Margotta.

Se Brancone sta fuori, bisogna andarci a posta ed andarci in galesso che pagherò io.

Abbiamo pensato di scrivere ancora il fatto in Roma, acciocché ne stia informata la S. Congreg. della Penitenzieria e specialmente il Cardinal Penitenziere, facendogli sapere che quattro buoni giovani istigati da un religioso venuto tra noi, dopo aver fatto il voto di perseveranza e giuramento, essendosi con ciò obbligati alla Congregazione, la quale s'obbliga all'incontro a sperarli, a provvederli di maestri e questi senza causa ragionevole s'han voluto partire senza licenza, dicendo che si facevan dispensar da Roma. Onde è bene rappresentare alla Sacra Congregazione che dopo il giuramento fatto dai soggetti in beneficio della Congregazione, ci ha speso robbe e sudor di sangue per allevarli, ognuno avesse ad esser dispensato dal voto e dal giuramento senza causa sufficiente, ma solo per capriccio, o tentazione e perché non li piace l'osservanza e l'ubbidienza, questo sarebbe il modo di veder distrutta la Congregazione.

Io farò questa lettera al Penitenziere, ma se non ci è chi si pigliasse fastidio a rappresentare ciò al Cardinal Penitenziere, poco servirà la mia. Io non ci conosco altri a Roma che il P. Sanseverino, il quale non so se farà o vorrà fare questa parte. Vedete in Napoli con Margotta o pure col Rettor di Maio, da parte mia vedesse scrivere a qualche amico suo in Roma, affinché facesse questa parte colla S. Penitenzieria. Del resto stiamo allegramente e ringraziamo Dio che se ne vadi la paglia e che la Congregazione resti libera da questi traditori di Gesù Cristo. Ciò serve acciò più ci stringiamo con G. Cristo. Ma è bene a questi farli almeno stentar l'assoluzione acciò serva almeno per esempio agli altri.

Di più P. Celestino o V. R. andando in Napoli vadino ad informare di tutto il fatto e tradimento, da parte mia il P. Alassio e il P. Elena delle Vergini. Di più bisogna quanto più presto andare ad informar Monsignor di Nocera di tutto.

Pregate Dio per questi altri giovani qui, a cui stiamo attorno accarezzandoli, perché è vero che stanno allegri ma sono restati sbattuti. Il padre di Cacciatore ora ha scritto che piange la rovina del figlio e che l'aspetti sin'oggi; ma quello è già partito: che preghiere non l'ho fatte che restassero per tre giorni, ma quelli s'han voluto partire ostinatamente. ora faccia Dio.

Viva Gesù Maria Giuseppe e Teresa

Avvisatemi poi di tutto il succeduto costà.

Viva G. Maria G. e Teresa.

ALFONSO DEL SS. RED.RE.

 

Analisi della lettera fatta dai PP. O. Gregorio, D. Capone, A. Freda, V. Toglia.

Pubblicata in Sant'Alfonso de Liguori, Contributi bio-bibliografici, Morcelliana 1940, pp. 241-243.




1 Per comprendere meglio il contenuto di questa lettera legga il cap. V del libro III del P. Berthe.






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