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S. Alfonso Maria de Liguori
Apparecchio alla Morte

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PUNTO I

Al presente i peccatori discacciano la memoria e 'l pensiero della morte, e così cercano di trovar pace (benché non la trovino mai) nel vivere che fanno in peccato; ma quando si troveranno nell'angustie2 della morte, prossimi ad entrare nell'eternità: «Angustia superveniente, pacem requirent, et non erit»; allora non possono sfuggire il tormento della loro mala coscienza; cercheranno la pace, ma che pace può trovare un'anima, ritrovandosi aggravata di colpe, che come tante vipere la mordono? che pace, pensando di dover comparire tra pochi momenti avanti di Gesu-Cristo giudice, del quale sino ad allora ha disprezzata la legge e l'amicizia? «Conturbatio super conturbationem veniet». La nuova già ricevuta della morte, il pensiero di doversi licenziare da tutte le cose del mondo, i rimorsi della coscienza, il tempo perduto, il tempo che manca, il rigore del divino giudizio, l'eternità infelice che si aspetta a' peccatori: tutte queste cose componeranno una tempesta orrenda, che confonderà la mente ed accrescerà la diffidenza; e così confuso e sconfidato il moribondo passerà all'altra vita.

Abramo con gran merito sperò in Dio contro la speranza umana, credendo alla divina promessa: «Contra spem in spem credidit» (Rom. 4. 18). Ma i peccatori con gran demerito e falsamente3 per loro ruina sperano, non solo contro la speranza, ma ancora contro la fede, mentre disprezzano anche le minacce, che Dio fa agli ostinati. Temono essi la mala morte, ma non temono di fare una mala vita. Ma chi gli assicura di non morire di subito con un fulmine, con una goccia, con un butto di sangue? ed ancorché avessero tempo in morte da convertirsi, chi gli assicura che da vero4 si convertiranno? S. Agostino5 ebbe da combattere


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dodici anni per superare i suoi mali abiti;6 come potrà un moribondo, che sempre è stato colla coscienza imbrattata, in mezzo a i dolori, agli stordimenti della testa e nella confusione della morte fare facilmente una vera conversione? Dico «vera», perché allora non basta il dire e promettere; ma bisogna dire e promettere col cuore. Oh Dio, e da quale spavento resterà preso e confuso allora il misero7 infermo, ch'è stato di coscienza trascurata, in vedersi oppresso da' peccati e da' timori del giudizio, dell'inferno e dell'eternità! In quale confusione lo metteranno questi pensieri, quando si troverà svanito di testa, oscurato di mente e assalito da' dolori della morte già vicina! Si confesserà, prometterà, piangerà, cercherà pietà a Dio, ma senza sapere quel che si faccia; ed in questa tempesta di agitazioni, di rimorsi, d'affanni e di spaventi passerà all'altra vita. «Turbabuntur populi, et pertransibunt» (Iob. 34. 20).

Ben dice un autore8 che le preghiere, i pianti e le promesse del peccator moribondo sono appunto come i pianti e le promesse di taluno, che si vede assalito dal suo nemico, il quale gli tiene posto il pugnale alla gola per torgli allora la vita. Misero chi si mette a letto in disgrazia di Dio, e di se ne passa all'eternità!

Affetti e preghiere

O piaghe di Gesù, voi siete la speranza mia. Io dispererei del perdono9 de' miei peccati e della mia salute eterna, se non rimirassi voi fonti10 di pietà e di grazia, per mezzo di cui un Dio ha sparso tutto il suo sangue, per lavare l'anima mia da tante colpe commesse. Vi adoro dunque, o sante piaghe, ed in voi confido. Detesto mille volte e maledico quei piaceri indegni, per li quali ho disgustato il mio Redentore, e miseramente ho perduta la sua amicizia. Guardando dunque voi, sollevo le mie speranze, e verso voi rivolgo gli affetti miei.


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Caro mio Gesù, Voi meritate che tutti gli uomini v'amino, e v'amino con tutto il loro cuore; ma io vi ho tanto offeso ed ho disprezzato il vostro amore, e Voi ciò non ostante mi avete così sopportato, e con tanta pietà mi avete invitato al perdono. Ah mio Salvatore, non permettete ch'io più vi offenda, e mi danni. Oh Dio! che pena mi sarebbe nell'inferno la vista del vostro sangue e di tante misericordie che mi avete usate! Io v'amo e voglio sempre amarvi. Datemi Voi la santa perseveranza. Staccate il mio cuore da ogni amore che non è per Voi, e stabilite in me un vero desiderio e risoluzione di amare da oggi avanti solamente Voi, mio sommo bene.

O Maria Madre mia, tiratemi a Dio, e fatemi essere tutto suo, prima ch'io muoia.




2 [8.] nell'angustie) all'angustie VR BR2.



3 [24.] e falsamente, e om. in NS7.



4 [30.] da vero) davvero VR BR1 BR2.



5 [30.] S. AUGUST., Confessiones, l. VI, c. II, n. 18; PL 32, 728: «Et ego maxime mirabar satagens et recolens, quam longum tempus esset ab

undevigesimo anno aetatis meae, quo fervere coeperam studio sapientiae, disponens, ea inventa, relinquere omnes vanarum cupiditatum spes inanes et insanias mendaces: et ecce iam tricenariam aetatem gerebam in eodem luto haesitans aviditate fruendi praesentibus, fugientibus et dissipantibus me, dum dico: Cras inveniam; ecce manifestum apparebit, et tenebo». Cfr. CSEL 33, 132.



6 [1.] mali abiti) mal'abiti VR BR1 BR2.



7 [6.] misero) miser BR2.



8 [14.] Non sappiamo chi sia questo «autore».



9 [20.] del perdono) il perdono ND3 NS7.



10 [22.] fonti) fonte NS7.






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