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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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134. A Caione Gasparo, CSSR in Caposele.

Sulla dispensa dei voti.

 

Viva Gesù, Giuseppe e Maria

 

30 maggio 1758.

 

Oh Dio che cosa mi fate sentire da codesto Collegio! Sento che costì col consiglio di molti è stato assoluto Iamanci, col patto che (che so io) di cercar la dispensa. La dispensa esso me l'ha cercata mille volte; non bisognava che voi altri ce l'avessivo imposta. In somma quel che esso non ha potuto ottenere da Roma, l'ha ottenuto dal Collegio di Caposele. Che pena mi è stato il sentire ciò! Che necessità ci era di metterci mano voi ad un punto così delicato che importa il mantenimento della Congregazione? Se stimavate che si doveva assolvere col detto patto, mancavano Confessori per il mondo che poteano assolverlo? e chi l'ha assoluto io non so con qual coscienza l'abbia potuto assolvere, fuori di pericolo di morte.

In queste cose ardue che difficilmente si eseguiscono (come in fatti è succeduto) non si l'assoluzione, se prima non si eseguisce quel che dee farsi.

Che dispensa, che dispensa! Io non darò mai la dispensa, se chi si parte senza mia dispensa non ritorna alla Congregazione, e dopo che sarà ritornato, ed avrà ricevuta la dovuta penitenza, allora mi consiglierò quel che si ha da fare. E così stimo che ha da fare ogni Rettore Maggiore se non vuole dannarsi, ed essere causa della rovina della Congregazione.

Io a questo fine tengo prevenuto il Card. Penitenziere di Roma; e se vedessi che il Penitenziere desse tali dispenze, sto risoluto di scriverne e riscriverne al Sommo Pontefice. Ma il Collegio di Caposele, fa quel che non fa la Penitenziaria di Roma. Fate sentire questa mia a tutti li Padri di costì, e specialmente a quelli che hanno dato questo bel consiglio; e prego V. R. di far sentire la sostanza di questa lettera (secondo la vostra prudenza) anche a tutti li Giovini e Fratelli; acciocché questo esempio non sia scusa della ruina degli altri, ed ho caro che lo fate sentire ancora al P. Fiocchi.

Dirà al P. Margotti che per la fine di giugno venghi qui. Le raccomando il conto di coscienza del mese da' Soggetti.

Prego il P. Margotti che senza meno si trovi qui il 30 di giugno; o al più il 1 di luglio il sabato, e andare in Napoli al nuovo Segretario d'Andrea.

Ringraziate tutti il Signore di questo buono Segretario fatto, da cui spero più che da Brancone. Dio l'ha fatto fare a posta per noi.

Di nuovo la prego a mandare la lettera consaputa che scrissi nell'altra mia.

V. Gesù, Giuseppe, Maria e Teresa

Benedico tutti: desidero sapere se si è cominciato Pietrocorense. Saprete che la Metafisica di Genovese è stata proibita.

F.llo Alfonso del SS. Red.re

 

Trascrizione secondo l'originale. L'originale di questa preziosa Lettera è in Argentina a Rosario di Santa Fé, nel Collegio dei Padri Redentoristi. Parte di questa lettera si trova stampata in Lettere Volume I, n. 295.

Analisi della lettera fatta dai PP. O. Gregorio, D. Capone, A. Freda, V. Toglia.

Pubblicata in Sant'Alfonso de Liguori, Contributi bio-bibliografici, Morcelliana 1940, pp. 248-249.




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