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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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157. A Tannoia Antonio, CSSR. Iliceto.

Fondazione in Corato.

 

Nocera, 04. 12. 1760.

 

Al Rev.mo Padre e F.llo in Gesù

Il P. D. Antonio M. Tannoja del SS.mo Red. -Rettore in S.M. della Consolazione -Ponte di Bovino per Iliceto

Nocera 4 Xmbre

Viva G. M. Giuseppe

Ho ricevuto il Foglio per la Fondazione di Curati. Bisogna che lo considerazione quando vengono gli altri, e poi vi rispondo.

In quanto al Figliolo dei novantatre spedali bene provisum.

In quanto ai debiti, ditemi che cosa ho da fare, e lo farò. Ma non dubitate che tutte le Case se stanno ben provviste.

Ritorno a Corati. Io già ho scritto al Sig. Duca d'Andria e n'aspetto la risposta. In quanto alle rendite, sempre che sono veramente i 400 facilmente può succedere la Fondazione. Ma primieramente prima di andare i PP. bisognerebbe che si mettessero in compra i 700 docati. Altramente se si anderebbero per spese, e poi va trovando Maria per Roma. I 12= della mensa è lontano perché dopo Roma ci vorrebbe l'Exequatur, il quale è difficilissimo a riguardo nostro.

L'altro punto si è che chi dovrà d'avere l'amministrazione di questi 400 docati? Perché il Re difficilmente la darà a noi che non possiamo possedere rendite; è difficile ancora che la dia all'Arcivescovo, perché le rendite son della Cappella ch'è laicale. Se poi resteranno le rendite in mano de' Mastri o dell'Università son guai, perché verrà un Sindaco o Mastro male affetto, e non ci da niente. Basta questo punto. Si avrebbe da vedere appresso, come stimerà di fare la Camera Reale.

Non è vero affatto poi aver io detto che ci pensava io per l'Assenzo Regio, perché a noi affatto non conviene di cercare e comparire. La Supplica l'anno da fare unitamente l'Arcivescovo e l'Università, ed avranno da cercare di volere avere i Compagni miei (senza nominareCongregazioneFondazione) a coltivare il popolo di Corati nella Chiesa consaputa per sino che piacerà a S.M., assegnandosi loro per mantenimenti un tarì per Soggetto, a guisa come stanno i Sacerdoti della nostra Adunanza nelle altre quattro Case in questo Regno dalle rendite della suddetta Cappella, e limosine d'altri divoti.

Basta aspettiamo ora la risposta del Duca. Perché poi vi manderò io la forma del memoriale che si ha da presentare. E bisogna che l'Arcivescovo comparisca anzi bisognerà se vuole la Casa ch'esso vadi in Napoli per quest'affare, come già avea promesso di fare parlando ai Signori della Camera, a cui dal Re sarà commessa la supplica; altrimenti non si farà niente. E torno a dire che a noi affatto non conviene l'affacciarci. Quando avrò la risposta del Duca d'Andria ci tornerò a scrivere.

Benedico tutti e specialmente Salvati, e lo prego di non tornare a schierchiare.

Viva Gesù Maria e Giuseppe.

Fratello Alfonso del SS. Redentore

 

Trascrizione secondo l'originale che per un certo tempo è rimasta presso una famiglia di Corato e rintracciata verso gli anni trenta (forse 1935). L'indirizzo è scritto da altra mano.

Analisi della lettera fatta probabilmente dal P. O. Gregorio.

Pubblicata in Analecta, Roma, 17 (1938) 20-21.




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