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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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186.1 Ai Padri Missionari della sua Congregazione.

Lettera circolare di Istruzione sulle missioni.

 

[S. Agata?,... 09/10. 1762].

 

Viva Gesù e Maria

Accostandosi il tempo delle Missioni, raccomando a voi, Fratelli miei, le seguenti cose:

Per I. nelle prediche o sieno istruzioni a non parlare largo in materie impudiche, perché su di ciò ho inteso più lamenti, e questi lamenti poi continuamente si sono intesi dagli altri per le dimande troppo sboccate che si fanno nel confessionario, quali scandalizzate poi se ne lamentano co' i loro Confessori, e i Confessori sparlano publicamente di noi; per carità: più cautela in ciò. Non ci è stato anno forse che non ho inteso questi lamenti.

Raccomando ad astenersi nelle prediche ed anche nelle istruzioni di narrare fatti di proposito ridicoli; chi manca in ciò, sarà senza riguardo penitenziato. E prego ogn'uno a leggere l'istruzione che ho fatto circa le Missioni nella terza parte della Selva2, specialmente circa il predicare per far ridere. Chi non si ha letta quella mia istruzione, se la legga, perché quella voglio che per ora si osservi, e perciò ognuno la legga, acciò poi non abbia scusa di non averla letta.

Per secondo raccomando le Messe a dirle con divozione. Alcuno de' nostri scandalo nella Messa, dicendola senza cerimonie, e precipitandola. E specialmente ciò raccomando nelle Missioni, dove abbia da dir la Messa divota; anche per esempio de' Sacerdoti del paese. Che vituperio! Noi insegniamo le cerimonie agli altri, e poi non ne facciamo niente.

Per 3. A mensa si stia attento a non parlare alla libera di fatti intesi in confessione, specialmente quando vi sono forastieri, oltre dello scrupolo del sigillo, perché in Missione è facile che si venga a rivelar il sigillo tra Padri.

Per 4. Replico ciò che ho scritto altre volte: Tutte le restituzioni incerte si mettano in mano del Superiore della Missione, acciò niuno possa disporne a suo arbitrio anche per opere pie, il che è contro la povertà, secondo dicono i Dottori, come ho portato nella Pratica3. Il Superiore poi potrà impiegarle per le spese delle Missioni che allora occorrono, se ve n'è necessità; altrimenti dovrà trasmetterle in mano nostra, acciocché servano per l'altre Missioni dove bisognano.

Per 5. Nelle Missioni affatto non si pigliano robbe, come si è fatto da alcuni sin ora con tanto scandalo de' forastieri che ne hanno poi sparlato. Se alcuno vuole fare qualche carità, se gli dica che la mandi alla casa. E così anche si lasci di mandare a fare la questua, dove da poco si è fatta la Missione.

Per 6. Se alcuno soggetto nella Missione non si porta ubbidiente, o inquieta notabilmente, il Superiore ne lo faccia ritornare in casa. Questi soggetti non ajutano, ma guastano le Missioni.

Per 7. Quando il Rettore della casa manda un soggetto lontano, gli assegni i luoghi dove si ha da fermare la mattina e specialmente dove ha da pernottare la sera, acciocché i soggetti non vadano girando e pernottando a genio loro.

Per 8. In ogni Missione si faccia [ETML-M:U="[]"]s[empr]e il capitolo delle colpe e si assegni l'ispettore segreto, il quale poi mi debba a me riferire i difetti succeduti. A mensa il cacio ed i frutti si diano [ETML-M:U="[]"]s[empr]e divisi. Niuno cerchi cosa particulare. So che in ciò si è mancato.

Per 9. I nostri Confessori non stiano a parlare colle donne fuori del confessionario, se non fosse per rispondere a qualche breve dimanda. E tanto meno si mettano a parlare nelle case da solo a solo.

Per 10. Si spiega che la facoltà, data ai nostri da Vescovi di confessare nelle loro diocesi, si intende solamente sinché perseverano nella Cong.ne.

Per 11. Prego i Rettori a non comprare corpi di libri di notabile spesa senza mia licenza, perché in ciò si è dato in qualche eccesso, mentre ora stiamo in tanta povertà. Desiderarei non però che ogni casa si comprasse i testi canonici, almeno quelli che sono usciti ora senza glossa, che sono di poca spesa.

Per ultimo raccomando a tutti l'osservanza, mentre da una parte par che il Signore ci voglia propagare la Cong.ne, ma all'incontro sento tanti difetti, e ciò mi fa temere che Dio ci abbandoni. Questi difetti più che tutte le persecuzioni mi spaventano. Ma prego ognuno a temere che siccome il Signore fra poco tempo dalla Cong.ne ne ha discacciato più d'uno, così tema che non ne discacci lui. Io amo tutti, ognuno più che fratello carnale, ma i difettosi, che poco vogliono emendarsi, non posso sopportarli, perché lo scrupolo restarebbe a me, ed io non posso dannarmi per niuno. Senza che spieghi più, penso che ognuno m'intende. Questa mia si conservi, acciocché poi non si allegano scuse.

Benedico ed abbraccio tutti in Gesù C.

[manca la firma]

[PS] Raccomando di più ai Rettori di tenere la consulta una volta il mese. E quando vi mancassero i due Consultori assegnati, come spesso succede, la tenga con due Padri più anziani della casa. Ed esigga ogni mese il conto di coscienza da' Fratelli che vi sono.

Notizia a tergo: Credo sia del 76, trattandosi la Fondazione di [parola illeggibile], Frosinone &.

Copiata d'altra mano.

 

Trascrizione da una fotocopia conservata in A G, fatta da una antica copia conservata nell'Archivio della Provincia Napoletana, Pagani.

Analisi della lettera fatta dal P. Andreas Sampers.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 9 (1961) 313 ss.




1 Cf. la Lettera circolare del mese di settembre 1773 scritta sullo stesso argomento e redatta in simile forma: Lettere, volume II, n. 724 (pp. 244-246).



2 Selva di materie predicabili ed istruttive per dare gli Esercizj a' Preti... Napoli, G. di Domenico, 1760; nello stesso anno uscì anche presso Remondini, Venezia l'ultima parte (III): Degli Esercizi della Missione.



3 Pratica del confessore per ben esercitare il suo ministero; Napoli, de Simone, 1755. Edizione critica a cura del Can. Giuseppe Pistoni: Modena, Tip. Immac. Concezione, 1948, -Praxis confessarii ad bene excipiendas confessiones; Venezia, Remondini, 1757. Edizione critica a cura del P. Gabr. Blanc CSSR., Roma, Typ. Vatic., 1912.






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