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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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194. Agli arcipreti e parroci della diocesi.1

Prima della S. Visita, inchiesta su quaranta punti.

 

S. Agata, 18. 04. 1763.

 

Alli m.to RR. Sig.ri Arcipreti e Parochi della n.ra Diocesi di S. Agata de' Goti.

Essendosi già aperta la Santa Visita nella nostra cattedrale jeri 17 del corrente, per mia istruzione desidero che ciascuno delle SS.VV. mi mandino in un foglio distintamente notate le seguenti notizie.

1. -Del Titolo della Chiesa e di tutte le cappelle e Luoghi Pii colla Fondazione e nomi de' Fondatori, del sito della Chiesa e di tutte le sue parti, cioè degli Altari con titoli, Padronati e Fondatori de' medesimi e delle doti che anno; e se vi sono Altari Privilegiati e dell'Altari de' Morti; e se la Cappella del S.mo Sagramento ha rendite e chi la mantenghi di lumi, di cera ed olio.

Inoltre del pavimento della Chiesa, delle sepolture, e se ve sono Padronati e se vi è cimitero; delle Fenestre e se vi sono vetrate e se le mura sono alte e bianche; de' confessionali, e come sono le cancelle del coro, del Fonte battesimale, della Sacristia, del Campanile, e se sta colla porta chiusa; delle campane e se sono benedette, e se nella chiesa vi sono case annesse.

2. -Delle rendite della cura con quella delle decime, della Stola, del Jus funerale e quanta vi sia la quarta funebre del Vescovo, con descrivere distintamente tutti li beni mobili e stabili, censi, jussi e liti o pretensioni che vi sono.

3. -Quali siano i pesi, a chi toccano le spese per la fabrica, per l'utensilij ed ornamenti della Chiesa.

4. -De' pesi di messe con trascrivere la Tabella; e se si celebrano tutte, e da chi e dove debbonsi celebrare, e come si distribuiscano le messe manuali.

5. -Di tutta la sacra suppellettile della Chiesa e dell'altre cappelle, descrivendo tutto minutamente.

6. -Delle Reliquie Sacre, che sono nella Chiesa e nelle cappelle, e se vi sono le approvazioni.

7. -Quanti sono i Coadjutori o Chierici, che si tengono per servizio della Chiesa, e quanta è la mercede che a loro si da.

8. -De' Libri di Battesimo, Cresima, de' Matrimoni; e de' Morti.

9. -Se si sodisfa la messa pro Populo, e se vi dice la messa pro sponsis; se si fanno le Prediche Domenicali e la Dottrina Cristiana a' fanciulli, e da chi. E se siano bene istruiti gli altri, e cui si da a fare; di più, se nella Quaresima e nell'Avvento vi è la Predica, e da chi si paga e chi lo provvede2.

10. -Come si amministra il Viatico e con quanti lumi; come l'Estrema Unzione, per cui non deve aspettarsi che l'infermi abbiano perduti i sensi; da chi si fa l'assistenza a' moribondi, specialmente la raccomandazione dell'anima; e se si attende ad ammonire i medici, acciocché lasciano di visitare l'infermi se dopo tre giorni non anno voluto confessarsi; se si attenda a far celebrare l'ultima messa, che nelle feste deve cominciare un quarto d'ora prima di mezzo giorno.

11. -Se si attende ad ammonire li padri e madri che mandino li figli alla Dottrina; e che non facciano entrare nelle loro case li giovani, che pretendono le loro figlie, delle quali due cose si raccomanda ad incaricarnela coscienza di tutti i confessori da parte nostra, acciocché ne ammoniscano le madri loro penitenti; e se sono in ciò trascurate, che neghino loro l'assoluzione3. In oltre se si attende a non prendere le parole delli sponsali molto tempo avanti del matrimonio.

12. -Se si fanno le benedizioni del Fonte battesimale, delle Palme, delle Ceneri e delle Case.

13. -Di tutti i Beneficij e beneficiati, Prebende e prebendati, Cappelle e cappellani, loro titoli e doti esistenti nella Chiesa o in altre cappelle, spiegando a quali altari sono annessi e quali sono i pesi che vi sono.

14. -Di tutti i sacerdoti e chierici della Terra4 e confessori ancora5, specialmente di coloro che servono alla chiesa, spiegando di ciascuno il nome e cognome, l'età, la patria, l'ordine, l'officio e dignità, dal più degno.

15. -Di tutti i Governatori, Amministratori e altri laici, che si appartengono alla Chiesa Matrice o cappelle, spiegando come loro compete tale officio, se per jus o consuetudine.

16. -Delle Confraternite o Congregazioni che vi sono, o di uomini o di donne; de' loro Padri Spirituali, e delle rendite e pesi, dell'Amministratori ed a chi e quando ne rendono conti.

17. -Degli Ospedali e stanze de' Pellegrini, de' Monti di Pietà, Monti Frummentarii e Monti de' Morti, e di altre opere di carità, e de' legati pii che si sodisfano o non si sodisfano.

18. -De' Maestri di Scuola, Maestri delle figliole, delle levatrici o siano mammane, e se son bene istruite nel fare il battesimo in caso di necessità.

19. -Dove poi sono Collegii o Chiese Ricettizie o altre. Dove vi è obbligo di recitare in comune l'officio divino, o sodisfare messe così cantate come lette, si descrivano tutte le Dignità, Canonici, Mansionarii o altri officiali, cappellani colle loro rendite e spese, specialmente di messe cantate o lette o anniversarii; e se vi è la Tabella di tali pesi ed anche inventarii de' beni. In oltre de' Maestri di cerimonie e della tabella oraria, se l'officio si dice all'ora debita e colla dovuta pausa. In oltre quante siano le distribuzioni, quanto importi il punto e da chi si eliggono li puntatori.

20. -Si raccomanda per ultimo di dare l'incombenza alli RR. Vicarii delle Moniche ad inviarmi le notizie distinte della loro Fondazione, rendite, pesi, chiese, beni stabili e mobili, del numero delle moniche, converse e servienti, e del nome del loro confessore ordinario ancora e della quantità delle doti, delle loro Regole principali circa l'officio, l'orazione e frequenza de' Sagramenti, del loro governo ed officiali, dell'osservanza della clausura, come del belvedere, e dicano se le mura sono alte e bastante, del tempo della fondazione e sotto quale Regola, del numero de' dormitorii e delle celle: officiale, e se vi è luogo separato delle Novizie e dell'Educande, de' cappellani, sacristani e chierico che servono alla chiesa, e quale è lo stipendio di essi e del confessore: quanto paghino di vitalizio le Educande, quale sia il vitalizio delle Moniche, quali siano li Procuratori ed Amministratori del Monistero, e da chi si dipendino e da chi si vedono i conti e quanta sia la loro provisione. Da chi si facciano e si conservino li libri dell'Economia, e se nell'Inventario o Platea vi siano tutti li belli mobili, stabili e altro del Monistero: quale Inventario se è antico deve rinovarsi. Si raccomanda in tanto a bene appurare.

Benedico tutti e mi protesto

Delle SS.VV. Aff.mo per servirle

A. M. Vescovo di S. Agata.

 

Analisi della lettera fatta dal P. Andreas Sampers.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 9 (1961) pp. 521-524.




1 Arch. di Curia. Miscell Antica, v 183, f. 75.



2 Il Santo ci teneva molto a che si chiamassero buoni predicatori animati da zelo apostolico: cf. Volume III, Lettera n. 355.



3 Su questo punto il Santo era molto esigente. Bisogna tener presente l'ambiente storico nel quale egli si esprimeva: «Di più, si esorta che nelle prediche più volte inculchino contro i padri e madri che fanno entrare nelle loro case coloro che pretendono di sposarsi colle loro figlie, ricordando ad essi il caso riservato che incorrono colla scomunica: e perciò correggano fortemente i genitori, e se non si emendano in ciò ne avvisino noi, acciò possiamo procedere a dichiararli scomunicati...» (Volume III, Lettera n. 340.

Non di rado il frequentarsi tra i promessi sposi portava anche la coabitazione. Perciò il Santo diede risposta il 6 maggio 1763 al parroco di Moiano: «Con continuate insinuazioni s'avvertiscono [padri e madri] a non fare entrare nelle loro case li giovani che pretendono contrarre matrimonio colle loro figlie, e continuamente si ricordano i confessori ad usare tutto il rigore colli medesimi... In oltre le parole di matrimonio si pigliano pochi giorni prima di dar principio alle denuncie». (Miscellanea Antica, v. 183, f. 98).



4 Presso gli scrittori napoletani di quel tempo, economisti, notai, campestri... e altri, si trovano parole che a prima vista sembrano uguali: p. e. «casale, terra, paese...». In senso stretto, però, «casale» designa una frazione rurale del comune; «terra» un luogo sottoposto a giurisdizione feudale di qualche signore.



5 Sebbene a quel tempo vi fossero molti sacerdoti, tuttavia pochi erano quelli ammessi ad ascoltare ordinariamente le confessioni e più rari quelli muniti della necessaria giurisdizione.






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