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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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216. Ad Ercole de Liguori in Napoli.

Consola il fratello per la svanita gravidanza della moglie. Carestia in Napoli come punizione di Dio.

 

Santagata, 11 Marzo 1764

S.mo Sig.re Fratello

Ho ricevuta la vostra lettera, e sento quanto mi dite dell'accaduto alla Sig.ra D. Marianna per la sopposta gravidanza; onde bisogna far la volontà di Dio, giacché tanto ha permesso. Ad ogni modo non lascio raccomandarla a Dio, acciò si compiaccia impartirle quella grazia [che] stima più propria, e frattanto state di buon animo amendue, e lasciate fare al Sig.re.

Mi è dispiaciuto sentire la penuria di codesta capitale, e dico il vero che ne ho gran pena; ma perché Dio vuole così, sia fatta la sua divina volontà. Scrivetemi spesso qualche notizia circa ciò, come la sente, e specialmente se si ritrova grano, da dove, ed in che quantità.

Ossequiate da parte mia la Sig.ra D. Marianna, e ditegli che stia di buon animo. Mille ossequj al Sig.re Duca di Presenzano, ed ossequiandole per parte del Sig.re Vic. o1, P. Majone e tutti, resto

Aff.mo F.llo

Alf.o M.a V.o di S. Agata &

[PS] In somma: stiamo tutti angustiati. Voi costì e noi qui. Stiamoci rassegnati alla volontà di Dio, perché ci sta sopra un gran castigo di Dio, e dico che Dio specialmente castiga la [qui continua Verzella] città di Napoli, perché vi sono molti che non credono a Dio. Volesse Dio ed ora si ravvedessero.

Questo mio D. Felice le bacia con specialità le mani, ed ossequia la Sig.ra; e non posso esprimere la pena [che] ha sentito per la gravidanza svanita della Sig.ra D. Marianna.

 

Solo la firma e la prima parte del poscritto sono autografi. La lettera è stata scritta dal segretario Felice Verzella.

Analisi della lettera fatta dal P. Andreas Sampers.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 9 (1961) p. 319. Cf. Lettere, volume I, n. 423 (pp. 526-527).




1 È il vicario della diocesi che in quel tempo era il can. G. Nicola Rubini.






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