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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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234. Alla S. Congregazione de' Vescovi e Regolari.

Supplica per l'approvazione del Monastero delle Monache OSSR in S. Agata.

 

[S. Agata?],... 07. 1765.

 

Em. i e R.mi Sig.ri

Il Vesc.o di S. Agata de' Goti umiml.te rappresenta all'EE.LL., come nella d. a città, essendosi di nuovo costrutto e perfezionato già il mon. di Donne Monache1 con la chiesa e tutte le officine necessarie, che anticamente era un picciolo monastero dell'Ordine di S. Francesco d'Assisi sotto il tit. o di S. Maria di Costantinopoli, demolito sin dall'anno 1701 dagl'Amministratori di quel tempo, sì per l'angustia dell'abitazione come per la squalidezza del med.o e tenuità delle rendite.

Ed essendo ora anche cresciute le rendite sud. e sino alla somma di ducati 562 ed avendo procurato l'Oratore di far contribuire alla Comunità [cioè, il Comune] annui ducati 50 per soccorso del sud.o mon. o per lo spazio d'anni 10 mediante publico parlamento, ed assenso Regio ottenuto, e di far contribuire dagli sopravanzi d'ogni anno delle cappelle di S. Anna, di S. Maria del Carmine, di S. Biagio e S. Menna, altri ducati 17 in ogn'anno a tenore delle conclusioni formatene e trasmesse alle EE. LL., stimando le sud. e rendite sufficienti per un monastero di clausura nel quale per ora potranno introdursi nove Moniche corali e tre converse.

Ricorre perciò supplicando di accordarle le facoltà necessarie ed opportune per l'apertura del sud.o Monastero ed introduzione delle sud. e Moniche, come per l'approvazione del sud.o assegnamento, fatto delle sud. e cappelle ecclesiastiche, come anche per far venire dal Monastero di Scala del SS.mo Redentore, col consenso dell'Ordinario di d. o luogo, le tre religiose corali e due converse per Fondatrici ed Istruttrici del sud.o Monastero; quale dovrà aprirsi sotto il tit. o di S. Maria di Costantinopoli con l'Istituto e Regole del SS.mo Redentore, già approvato dalla S. Sede in d. a città di Scala con l'osservanza della perfetta vita commune secondo già vivono le sud. e religiose di d. o Monastero di Scala.

E l'avrà...

-Risposta originale della Congregazione:

Sacra Congregatio E.morum et R.morum S.R.E. Cardinalium negotijs et consultationibus Episcoporum et Regularium praeposita, referente E.mo De Rubeis ponente, benigne commisit Episcopo Oratori ut, quatenus fabrica enunciati Monasterij cum Ecclesia, Campanili, Sacristia, Choro, Refectorio, Dormitorio, Hortis, Officinis necessarijs, spatijs numerisque omnibus sit absoluta, et suppellectili tam sacra quam profana sufficienter instructa, ad declarationem clausurae in novo Monasterio de quo agitur, servatis servandis, procedat: cum facultate etiam eidem Episcopo praefigendi numerum duodecim Monialium ac praescribendi sufficientem dotem pro unaquaque Novitia, easque post annum Novitiatus ad solemnem Professionem admittendi sub Instituto alterius Monasterij SS.mi Salvatoris [sic] existentis in civitate Scalae, cum professione perfectae vitae communis.

Pro instituendis autem Monialibus, tres Moniales una cum duabus conversis, professis ex praedicto Monasterio SS.mi Salvatoris civitatis Scalae, quae prudentia, zelo, morum exemplaritate aliisque requisitis praeditae valeant in dicto novo Monasterio usum et observantiam Instituti SS.mi Salvatoris inducere et stabilire, de consensu tamen Ordinarij et Monialium Monasterij, a quo capitulariter et per secreta suffragia praestando, ad praefatum novum Monasterium transferantur, et in eo per tempus, quod ab eodem Episcopo S. Agathae Gothorum necessarium judicabitur, persistant.

Quae quidem translatio Rheda seu Lectica, comitantibus honestis Matronis vel, si commode fieri potest, proximioribus consanguineis ipsarum Monialium transferendarum, recta via et sine ulla ad extraneum locum diversione, fiat; et si per viam pernoctare vel cibum sumere necessarium fuerit, id in aliqua honesta domo, non vero in publicis tabernis sequatur; et statim ac pervenerint ad civitatem S. Agathae Gothorum, immediate ad enunciatum Monasterium intra claustra se recipiant. Eaque omnia, quae circa hujusmodi translationes et novorum sanctimonialium monasteriorum erectionem respective per Sacros Canones, Sacrum Concilium Tridentinum ac Constitutiones Apostolicas praescripta sunt, adamussim serventur. Et demum eadem Sacra Congregatio benigne indulsit pro speciali approbatione applicationis reddituum annuatim super extantium Cappellaniarum Ecclesiasticarum, in quantitate ab ipso Episcopo expressa; facto tamen prius per D.num Secretarium verbo cum SS.mo.

Romae 19 julij 1765.

Et ex Audientia SS.mi habita ab infrascripto D.no Secretario sub die vigesima sexta ejusdem mensis et anni, Sanctitas Sua benigne annuit pro approbatione applicationis reddituum super extantium, ad formam resolutionis Sacrae Congregationis.

C.A. card. Cavalchini

Romae 26 julij 1765.

J. Archiepiscopus Petren. Sec.rius

 

Analisi della lettera fatta dal P. Andreas Sampers.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 9 (1961) pp. 536-537.




1 Arch. di Curia. Miscellanea Antica, v. 11. Sine fol..

Ecco l'originale regio exequatur, con la premessa del Cappellano Maggiore: «Son di voto che V.M. può degnarsi concedere su d. o Decreto il Regio exequatur. Napoli a 23 agosto 1765. Nicolò Vesc.o di Pozzolo». E infine quello del consigliere regio: «Exequatur servata forma retroscriptae Relationis. Neapoli 16 7bris 1765. Caet. Vargas Macciuca».

Nell'archivio di Stato, tuttavia, si conserva la risposta del Cappellano Maggiore con alcune condizioni: «Il Vescovo di S. Agata de' Goti supplica l'Exequatur ad un Decreto della S. Congregazione de' Vescovi e Regolari, approvato dal Sommo Pontefice a relazione del Segretario di essa Congregazione in piè di un ricorso fatto dal Supplicante, in cui ha esposto ch'essendosi di nuovo costrutto e perfezionato il monistero di Donne Moniche con la sua chiesa e tutte le officine necessarie, che anticamente era un piccolo monistero dell'ordine di S. Francesco sotto il titolo di S. Maria di Costantinopoli [... ]; onde la d. a Curia [cioè, il Cappellano Maggiore], avendo considerato tali scritture e riflettendo di non trattarsi di nuovo monistero, ma di restaurazione di uno che anticamente esisteva, e di essersi con sovrano Real comando incaricato al Regio Governatore di Capoa d'invigilare pel ristabilimento delle fabbriche e pel ricupero de' crediti del medesimo, è di sentimento concedersi su detto decreto il Regio Exequatur». In cima al foglio iniziale: «Exequatur servata forma Relationis» (Arch. di Stato. Affari Ecclesiastici, Espedienti di Consiglio, V. 325, 19 sett. 1765)






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