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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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278. Ad un marchese (senza nome).

1769, 19 marzo

Eccellenza

Ritrovandosi da molto tempo ristretto in queste carceri un povero miserabile, Domenico Calcagna di questa Terra, sotto il pretesto che il medesimo avesse fatto un certo contrabbando, quanto che per questo sono stato assicurato, sento che il medesimo ne sia innocente. Ora da molto tempo che sta malato nella suddetta carcere con pericolo di spirare da giorno in giorno, scrissi una mia al Sig. D. Carlo Pavone, acciò si fosse impegnato farlo uscire dalle carceri. Questi mi fe sentire che avesse mandato la Fede del medico acciò l'avesse potuta presentare nella delegazione, ed avendocela mandata, mi ha replicato averla già rimessa, e che la parte avesse accodito ad un certo Scrivano, il quale a prima disse che vi bisognavano 15 carlini, ora ne vuole sei ducati.

Sig. Marchese mio s.mo questi non sta in stato di muovere neppure un quadrino, avendolo mantenuto io dentro le carceri, ora li ho dati carlini 15 pure per carità, acciò l'avesse pagati allo Scrivano; onde prego V. E. a compiacersi a mio riguardo ad ordinare l'escarcerazione di questo povero pezzente, e a non darmi la pena di sentirlo morto nelle carceri. Sono sicuro della grazia, offerendomi io pregare il Signore per la salute di V. E. ed augurandomi l'onore dei suoi comandi mi rassegno di V. E.

Div.mo ed obbl.mo servo vostro

Alfonso M. vescovo di S. Agata

Arienzo 19 Marzo 1769

Lettura del Documento fatta da Laura Torino nel marzo 2000.




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