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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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281. A Menchini Jacopo, sacerdote. Lucca.

Gli invia l'opuscolo Apologia.

 

Arienzo, [... 07/09?] 1769.

 

Viva Gesù Maria e Giuseppe

... 1769

Ill.mo signore padrone mio colendissimo.

Già che V.S. Ill.ma mi dimanda dello stato della mia salute, Le dico che Gesù Cristo, da quattro mesi, mi ha regalato con un reumatismo che mi mantiene continuamente in letto, senza potermi muovere, e con dolori continui. Io ne lo ringrazio sommamente, perché, insieme coll'infermità, mi ci dona una gran rassegnazione; e non desidero sanare; desidero solo sapercelo offerire come debbo; onde prego V.S. Ill.ma ad ottenermi da Dio, quando dice la Messa, la grazia di non discostarmi punto dal suo santissimo volere.

La nuova ristampa è uscita, già, della Morale, da Remondini, il quale non l'ha voluta ristampare in quarto, ma in foglio ed in tometti piccioli; ma il mio desiderio era di vederla stampata in . In quanto, poi, al comprarsi questa nuova ristampa, Le dico che in questa vi sono mille cose mutate e riformate, e vi sono molti fogli di nuove aggiunte di cose molto notabili; onde si regoli V.S. Ill.ma come meglio Le pare.

In una certa parte, diciamolo chiaro, in Sicilia, io sono stato caricato che seguito il sistema lasso di quei probabilisti che ammettono anche la meno probabile conosciuta: cosa tutta falsa, perché io tengo fortemente che l'opinione per la legge, quando si conosce certamente probabiliore, quella deve seguitarsi; e stimo, generalmente, parlando, essere stato falso il principio adottato da' probabilisti, nel secolo passato: qui probabiliter agit, prudenter agit; perché, ad operare lecitamente, non basta la probabilità, ma bisogna la certezza morale dell'onestà dell'azione, la quale non può aversi dal detto principio, ma si bene dal principio che io seguito, da me provatochiaramente, che mi pare il negarlo negare a luce del sole: cioè, che la legge dubbia non obliga, né può obligare, perché non è manifestata; ed è certo, come dice S. Tommaso e tutti i teologi, probabilisti e antiprobabilisti, che Dio non può obligare l'uomo ad una legge, se prima certamente non ce l'ha manifestata.

Intorno a ciò V.S. Ill.ma già sa l'opera grande che ho fatta, circa questo punto, contro Patuzzi; ma ora, per liberarmi dalla taccia di lasso probabilista, ho stampato un breve librettino di pochi fogli, ove ho posto in chiaro tutt'il sistema che tengo, con la prova del suo principio e colle risposte all'opposizioni di Patuzzi; e questo librettino, subito che ne averò la comodità, procurerò mandarne più copie a V.S. Ill.ma; e desidero che Ella mi faccia il favore di spargerle in Lucca e fuori di Lucca.

Riveritemi il vostro sig. prelato, e ditegli che si bene io lo raccomando a Gesù Cristo, e che esso faccia lo stesso per me, giacché colà di vederci in luogo di pace.

Alfonso De' Liguori

Vescovo di S. Agata.

 

L'autografo originale si conserva presso il convento di S. Francesco, in Lucca.

Analisi della lettera fatta dal P. Giuseppe Cacciatore.

Pubblicata in G. CACCIATORE, S. Alfonso de Liguori e il giansenismo, Firenze 1944, pp. 603-604. -Questa lettera è stata pubblicata la prima volta dal P. E. Palandri nella Rivista «Studi Francescani», Aprile-Giugno 1925, p. 255.




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