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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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306. Ad Ercole de Liguori.

Sull'educazione dei suoi nepoti.

 

Arienzo, 15. 12. 1771.

 

"A me non piace, che metta a Novembre i Ninni nel Seminario de' Nobili, perché di tal Seminario non ne ho tutta la buona idea. Di più, non è bene, che i ragazzi entrino in Seminario, se non sono almeno di dieci, o dodeci anni. Affinché dalla fanciullezza non s'imbevano de' vizj, buono è che per ora stiano presso di voi. Quando poi Iddio lo vorrà, allora si ci pensa; ma torno a dire, non occorre pensarci al Seminario de' Nobili: voglio pensar meglio dove si hanno da mettere, acciò vengano di buona morale, e capaci. "

"Caso che il Seminario si a' Padri Scolapii, o Sommaschi, io inclinerei che i miei Nipoti restassero sotto la cura di questi buoni Padri, perché questi, ne' presenti principj, con fervore attenderebbero alla cura de' Figliuoli, almeno per quattro o cinque anni: così i Figliuoli farebbero più profitto in tre, o quattro anni, di quello che han fatto con tanta spesa in tutti gli anni passati. "

"Quanto più i ragazzi, sono innocenti, tanto facilmente, li scrisse, trattando cogli altri, massime se maggiori, possono infettarsi. Uno, che sia maliziato, è capace rovinar cento. Tenetegli sotto gli occhi vostri, che al più, col tempo, ci penserà Iddio. Abbiate voi a cuore il bene spirituale, che la Provvidenza supplirà essa al corporale, e senza detrimento dello spirito".

 

Pubblicata parzialmente in Tannoia, Vita di S. Alfonso, Lib. III, cap. 47. p. 246




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