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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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327. Al Principe della Riccia.

Gli notifica la carcerazione di un giovane sacerdote, che ha sconfinato nella di lui giurisdizione.

 

Arienzo, 16. 07. 1773.

 

Eccellenza,

Avendo inteso che un mio Prete giovine era andato con un soldato del Picchetto ad esigere la Decima per parte del Collegio di Arienzo nella Massaria di Vostra Eccellenza, subito mi ho mandato a chiamare il Prete, il quale è un buon Giovine a cui da poco tempo ho data la Messa, ma poco esperto, e il medesimo sta afflittissimo, dicendo ch'egli affatto non sapeva che quel luogo era della giurisdizione di V. Ecc.; e credo bene ch'egli ha fatto questo errore di portare ivi il soldato per mera ignoranza, mentre da poco tempo è uscito dal Seminario.

Ciò però non ostante, io sentendo il fatto, l'ho fatto venire da me e con castigo l'ho mandato subito col mandato a S. Agata, dove lo terrò in arresto sin tanto che V. Ecc. non dispone altrimenti; tanto incombeva a me fare per la venerazione che si deve ed io porto all'Eccellenza sua.

È venuto poi ancora da me il Tenente Comandante del Picchetto molto afflitto per aver saputo che il suo soldato era andato colà. In quanto a quest'Officiale assicuro a V. Ecc. ch'egli è affatto innocente, poiché il Prete gli disse (com'era vero) che era andato dal Governatore, e quegli gli aveva dato il permesso di portare il soldato per esiger la Decima dal Personale della sua Massaria, per ragione che quegli li avea detto che affatto non volea pagare la Decima come l'avea pagata per lo passato; pertanto così l'Officiale come il Governadore in questo fatto sono innocenti, perché il Prete colla sua buona fede gli avea detto che dovea esiger col soldato le Decime per lo solo tenimento di Arienzo.

Del resto il Prete già sta in S. Agata arrestato, e sta a disposizione di V. Ecc. né io lo libererò senza il suo espresso consenso.

E con ciò facendole profondissima riverenza resto con tutta la stima dichiarandomi

Di V. Ecc.za

Arienzo li 16 luglio 1773

«Mando questo Corriero a posta per mia attenzione

Um.mo Div.mo ed Obbl.mo

Alfonso M. Vescovo di S. Agata»

 

Trascrizione secondo l'originale di cui solo la firma è autografa del Santo. Essa fu autenticata dal P. Mautone CSSR. nel 1840 ed è conservata (anno 1933) nella Cattedrale di Nocera Inferiore.

Analisi della lettera fatta dal P. Oreste Gregorio.

Pubblicata nel Periodico S. Alfonso 4 (1933) 263-264.




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