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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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379. A Giovanni Maldonado, sacerdote. Senigallia.

Dà consigli per la direzione di anime che sono sotto influsso del diavolo.

 

Nocera, 02. 07. 1776.

 

Viva Gesù M.a e Gius.e

Ill.mo Sig.re Sig.re e [ETML-M:U=“[]”]P[adro]ne col.mo

Ho ricevuta la sua lunga lettera e rispondo in breve, che io poco ho che avvertirle, mentre vedo che la sua guida va ottima. Vedo che la purga di questa sua penitente è molto lunga e tormentosa; io voglio sperare che da quest'anima Dio ne voglia gran cose. Mi consola sentire ch'ella desidera di trovare Dio e di amarlo in effetto; è vero che anche i demonj1 dall'amor naturale sono spinti ad amare Dio come dice S. Tommaso, ma in effetto non vogliono amarlo, né lo desiderano. In quanto alle bestemmie non mi fa specie, perché 'l demonio può muovere la lingua della paziente senza sua volontà; buono sarebbe che V.S. Ill.ma spesso le replicasse segretamente l'esorcismo breve: Exurgat Deus, et dissipentur inimici ejus. E buono sarebbe ch'ella stessa ancora lo replicasse.

Pertanto V.S. Ill.ma seguiti a darle animo, e le dica da parte mia che l'anima non può stare senza amare o Dio o il mondo; sempre ch'ella non ama il mondo è segno che ama Dio. E se ella ama Dio, Dio ancora l'ama; ora Dio non vuole che lo conosca, ma verrà tempo che lo conoscerà, e sarà consolata. Ma quando? Quando piace a Dio, e perciò si sforzi a dire: Signore, io voglio quel che volete voi. Basta che lo dica colla bocca e non importa che non se lo senta nel cuore. Ditele ch'io la raccomanderò alla Messa e ch'ella preghi ancora Gesù C. per me, giacché la morte mi sta vicina; e di ciò ne prego più caldamente V.S. Ill.ma, come anch'io lo farò per lei, e resto con tutto l'ossequio rassegnandomi

Di V.S. Ill.ma

Div.mo ed Obbl.mo Servidore V.o

Alf.o M.a Vesc.o di Liguoro

Nocera de' Pagani, li 2 luglio 1776

Soggiungo. Dite da parte mia alla penitente, che non s'inquieti tanto in vedere che non può fare un atto buono. Ella vorrebbe sentire che ama Dio e che confidi in Dio, ma se ella vuole amarlo e vuol confidare, stia allegramente; basta ciò lo voglia colla punta della volontà, ancorché le paresse ch'ella non lo voglia o voglia l'opposto. E si raccomandi alla Madonna come meglio può, basta che dica: Mamma mia, non mi abbandonare.

Di più dimandatele: Ditemi sareste pronta a morire prima che fare un peccato mortale? E se è così, come dite che non amate Dio, quando siete pronta a morire prima che offenderlo? E come Dio può odiarvi, vedendo che siete pronta a morire prima che voltargli le spalle? Ma perché Dio non si fa trovare da me, giacché mi ama? Perché conosce che 'l mantenervi umiliata in questo stato è il meglio per voi. Replicate dunque sempre così: Dio mio, fate ch'io v'ami, e poi fate di me quel che volete.

Indirizzo a tergo:

All'Ill.mo Sig.re Sig.re e [ETML-M:U=“[]”]P[adro]ne Col.o

Il Sig.re D. Giovanni Maldonado

Sinigaglia

[PS in foglio separato].

Questa cartella va anche ad V.S. Ill.ma circa quel che mi scrive, che la Sig.ra, quando si vede applettata dal confessore Filippino a fare gli atti per ricever l'assoluzione, si mette a bestemmiare. Avrei desiderato di sapere, quale sono queste bestemmie, e se sono bestemmie formali ed avvertite. Io non dubito che il demonio può muover la lingua d'una persona a dir bestemmie senza suo consenso, o a fare atti impudici; di ciò nel confessionario mi sono occorsi più casi di questa fatta. Nel caso poi della detta Signora mi fa qualche ombra il sentire che bestemmia, quando il confessore l'importuna a fare quegli atti. Temo che la medesima stizza che le viene contra il confessore, che la vuole costringere a fare quegli atti ch'ella dice di non potere esprimere, quella stizza (dico) la movesse a prorompere in qualche bestemmia. Del resto ho fatto concetto che l'anima è buona, e vuole Dio; onde non posso persuadermi che voglia deliberatamente bestemmiare con vere bestemmie.

 

La lettera è scritta dal Fr. Francesco Romito. Solo la firma è autografa. La trascrizione è secondo la fotocopia conservata in A G. L'originale è nella Postulazione Generale CSSR.

Analisi della lettera fatta dal P. Andreas Sampers.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 11 (1963), pp. 7-9.




1 Sulla dottrina di S. Alfonso circa la potestà del demonio sugli uomini cfr Praxis confessarii ad bene excipiendas confessiones cap. VIIVII, edit. crit. a P. e G. BLANC CSSR e P. L. GAUDÉ CSSR Theologia moralis IV, Romae 1912, 585-591, anche Lettere, Volume III Lettera 377.






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