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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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434. A Ferdinando IV, Re di Napoli (solo Regesto).

1779, 9 giugno, Nocera dei Pagani

Regesto della Supplica

"Alfonso de Liguori Vescovo, umilissimo vassallo" espone al re come gli furono assegnati 800 ducati "con legge al successore di corrispondere il semestre antecipato"; ma poiché i redditi della Mensa provengono dai frutti dei campi, non si possono anticipare e pertanto in caso di morte sopravveniente "i frutti maturati e non esatti" andare soggetti alla Camera Apostolica, "come si prattica per tutte le pensioni", desidera ottenere dalla Sede Romana la facoltà di disporre prima della morte "della tangente di detta pensione che si troverà maturata e non esatta".

Non era permesso ottenere un indulto apostolico da Roma senza la previa licenza regia: licenza che fu concessa dalla Regia Camera al Santo il 9 giugno 1779 con queste parole: "Permette il Re che ricorrer possa in Roma Monsignor D. Alfonso M. de' Liguori per la facoltativa di poter disporre della rata di sua pensione che si troverà alla sua morte maturata e non esatta".

Cf Spicilegium Historicum Congregationis Ssmi Redemptoris, Roma, 9 (1961) pp. 541-542.




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