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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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437. A [Gulielmo] Pallotta1, Cardinale, Pro-Tesoriere del Papa.

Supplica per la facoltà di testare sui frutti della sua pensione non ancora maturati.

 

[Nocera, prima del 28. 07. 1779].

 

E.mo e R.mo Sig.re

MonS.re Alfonso Maria de Liguoro, Oratore umilissimo dell'E. V., con suppliche espone, come avendo dimessa la Chiesa vescovile di S. Agata de' Goti nelle mani di N.S. colla pensione di docati ottocento annui2, desidera aver l'indulto di poter testare delli frutti maturati e non esatti della detta sua pensione3. Supplica perciò l'E. V. a volersi degnare di riportarli da N., Sig. l'indulto suddetto4, giacché la sua povertà non li permette di fare la spesa del Breve; che &

Inscriptio a tergo:

All'E.mo e R.mo Sig.re

Il Sig. Card. Pallotta Pro-Tesoriere di N. Sig.re

per MonS.re Alfonso Ma de Liguoro

Responsum, inscriptum a tergo:

Die 28 Julij 1779.

Facto verbo cum SS.mo, Sanctitas Sua benigna annuit pro gratia juxta petita.

G. Card. Pallotta Pro-Thes.

L + S

 

Trascrizione secondo l'originale conservato in A G.

Analisi della lettera fatta dal P. Andreas Sampers.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 11 (1963), pp. 36-37.




1 Guglielmo PALLOTTA, creato cardinale da Pio PP. VI il 23-VI-1777, morto il 21-IX-1795 a ROMA.



2 Questa pensione proveniente dai redditi della mensa episcopale di S. Agata fu assegnata a S. Alfonso da Pio VI con Lettera Apostolica del 17-VII-1775.



3 Dopo che il 17-VIII-1779 venne concesso il regio «Exequatur» all'indulto pontificio, S. Alfonsus nel giorno 15-IX- fece un codicillo testamentario su questa materia (cf. S. Alfonso 13 (1942) 163-164). -Lo stesso testamento del 20-X-1775 insieme al codicillo dell'8-XI-1775 si trova nel libro S. Alfonso de Liguori. Contributi bio-bibliografici [Brescia 1940], 250-252.



4 Si conserva in A G la lettera del Nunzio Napoletano a S. Alfonso del 26-IV-1777, dalla quale risulta di avere ottenuto l'indulto: «Ill.mo e R.mo Sig.re mio OSS.mo. -Da MonS.re Tesoriere Gen. le mi è stata partecipata la grazia, che V.S. Ill.ma ha ottenuta dalla Santità di N.ro Sig.re di poter Ella testare dei termini e rate, che forse lasciasse inesatte della pensione di annui ducati ottocento, riservata a di Lei favore sopra i frutti della mensa di S. Agata; ed io per futura cautela non ho mancato di far registrare in questa Nunziatura una tal grazia pontificia... --Aff.mo ed Obb.mo Servidore, G. Arciv.o di Nicosia. [Iosephus Vincentini, Nuntius in Napoli dall'8-XI-1775].

 






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