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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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443. A Diodato Criscuoli1, CSSR. Ciorani.

Restauro della cupola della chiesa di Ciorani.

 

[Nocera,... 10/11. 1779].

 

V. G. M. G. e Ter.

Dopo che V. R. si è partita da qui per la Missione, ho spesi qui molti giorni per esaminare e concludere quel che dovea farsi circa le fabbriche di Ciorani.2

Abbiamo esaminati meglio i pareri di Cimafonte3, ed ha voluto mettere a trutina tutte le difficoltà che si erano fatte, parlando dell'affare per più giorni col Sig.re Andrea P<ara>scandolo, facendolo trattenere qui per discorrere a minuto di tutte le difficoltà che vi entravano pro e contra. E finalmente dopo molti discorsi abbiamo concluso col Sig.re Andrea e co' Consultori, il P. Villani, il P. Cimino, il P. Mazzini e 'l P. Majone, che vi è stato ancora presente, in somma io con quasi tutti i Consultori, dico quasi tutti--perché anche il P. Liguoro4, il quale come sa V. R. ripugnava internamente al suo primo parere esposto--abbiamo concluso, dico, che non si debba gittare a terra la cupola, ma debbia darsi il riparo, acciocché possa mantenersi senza farsi la coccia, mentre per farsi la coccia e gittare la cupola a terra vi bisognerebbe una spesa esorbitante, secondo il conto fatto dal Sig.re Andrea, il quale intende queste cose meglio di noi, facendo quel conto appuratamente, conto che noi <non> sappiamo fare.

A tal proposito ho fatto venire qui il P. Liguoro e 'l P. Tozzoli5, Ministro, ed ho detto loro che avendo esaminati i punti con tanta diligenza e con tanta fatica, io, trovandomi Direttore di quest'Opera delle Missioni, dichiarato dal Monarca di Spagna ed anche dal Re, D. G., il quale con l'ultimo Dispaccio6 mi costituisce Capo delle quattro case del Regno, e vedendo conforme al mio sentimento il parere degli altri Consultori, voglio essere in ogni conto ubbidito; onde non occorre di andar trovando difficoltà ed altri pareri dopo <tante> fatiche ed esami fatti, altrimenti io resterei Direttore solo di nome, non di fatto.

Si è pensato ancora di fare alcuni rinforzi per sostegno della cupola e della fabbrica. Di più si è concluso di non farsi quel nuovo appartamento da dentro il giardino dopo la cantina; tutto resterà come stava; e si è pensato ancora di riparare, come meglio si potrà, a quell'appartamento lesionato per mancanza delle pedamenta7, per quando sarà tempo.

Ma il riparo da darsi è necessario che sia sollecito, acciò in quest'inverno non succeda <qual>che ruina; perciò è necessario che s'incominciano le fondamenta, acciò nella ventura primavera si possa proseguire la fabbrica, tr<ovando>si quelle già stagionate. Questo riparo, ancorché si diroccasse la cupola, per sentimento del medesimo Sig.re Andrea e del Fratello Leonardo8, che da qui ci mandai, <pure> deve darsi come assolutamente necessario per le mura patite.

Io ho ordinato al P. Ministro che av<esse> incominciato a far portare le pietre vive, <ma> questo mi ha risposto che V. R. l'ha lasciato solo 200 ducati da spendersi per la provvista del grano e dell'olio, portandosi con se la chiave del fodero, ove si conserva la fede de' 400 ducati di Copeta, di 90 ducati destinati dal P. Landi destinati per l'altare di S. Gius.e e li ducati 200 che si doveano restituire al Sig.re Moscati ed altra summa. Prego dunque V. R. mandare per la posta la chiave di detto fodero, facendola assicurare quando la consegna, acciò possa io destinare quel danaro che si stima necessario tanto per accostare le pietre quanto per cominciare le fondamenta.

Prego poi V. R. a scrivermi da quando in quando con darmi qualche notizia delle vostre Missioni. In tanto la benedico, benedicendo ciascuno de' vostri compagni, e riverite di nuovo da mia parte la Sig.ra Duchessa e MonS.re Vesc.o.

Da alcuni pochi che sono restati in Ciorani mi son veduto molto disprezzato, specialmente dal P. Ministro e Leo9. Spero a Dio di non vedermi disprezzato anche da voi altri che state alla

Missione. Io per grazia

F.llo Alfonso Ma R. M.

[PS] Il P. Corsano10 le bacia umilmente le mani.

 

Solo la firma è autografa. La lettera è scritta dal Frat. Francesco Romito. La trascrizione è secondo l'originale conservato in A G.

Analisi della lettera fatta dal P. Andreas Sampers.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 11 (1963), pp. 40-42.




1 P. Criscuolo in quel tempo era Rettore in Ciorani: era stato eletto nel 1776 nelle nomine triennali.



2 Circa la questione del restauro o della demolizione di detta cupola e della mancata obbedienza, Cf. Lettere Volume II, nn. 920, 921, 922, 925.



3 Con i fratelli architetti Pietro e Salvatore Cimafonte, S. Alfonso spesso era in contatto quando si trattava di edificare o restaurare edifici.



4 Cf. la lettera di S. Alfonso del 6-XI-1779 al P. Stefano Liguori sullo stesso argomento, Lettere Volume II, n. 922.



5 P. Michele TOZZOLI CSSR (1749-1820).



6 Allude al «Dispaccio» del 21-VIII-1779. -Il testo è in Lettere Volume II, n. 915.



7 Pedamento: fondamenta.



8 Fratello Leonardo CICCHETTI CSSR.



9 LEO FRANCESCO SAVERIO; nato il 24-X-1728 a Contursi, archidioc. di Conza; ammesso al noviziato il 22-VII-1747, prof. il 2-VII-1748 a Ciorani; morto il 23-I-1811 a Ciorani.



10 CORSANO Domenico; nato il 16-X-1716 a Corato, dioc. di Trani; ammesso al noviziato il 16-I-1746, prof. il 6-I-1747 a Calitri, archidioc. di Conza (in tempo di missione), nelle mani del P. Cesare Sportelli; morto il 14-V-1801 a Pagani.






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