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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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445. A Diodato Criscuoli, CSSR.

La cupola della chiesa in Ciorani non è da demolire, ma da restaurare. Lesione dell'obbedienza.

 

Nocera, 16. 11. 1779.

 

V. Gesù M. a e Gius.e

Io non piango tanto la lesione della cupola quanto la lesione dell'ubbidienza, che la vedo perduta. Io parlando con V. R. fui dello stesso sentimento che si diroccasse la cupola, ma poi, parlando co' periti, mutai parere, perché buttandosi la cupola vi vogliono più di 1000 ducati; e noi dove l'abbiamo? All'incontro facendosi tutti i rinforzi ordinati da' periti, la spesa è assai minore. Io ho esaminate ancora tutte le difficoltà oppostemi dal P. Leo, ed a tutte vi è la sua risposta adeguata. Vi bisognerebbero più fogli di carta per vedere tutte le diligenze da me usate, le quali non mi fido di notarle nella lettera.

Mi dispiace d'avervi mandato a Cassano1, perché se V. R. si trovasse qui, ben vi unireste al parere di tutti gli altri miei Consultori. Frattanto vedo affatto perduta l'ubbidienza. Spero che V. R., tornando qui, farà cessare tutti i contrasti. Frattanto mi dispiace che non facendosi li voltanti2, ordinati da' periti, sta in pericolo non solo la cupola, ma anche la chiesa e tutta la casa, e perciò mi bisognerà ordinare che dalla chiesa si tolga il Sagramento, acciocché non resti atterrato sotto le pietre.

Spero d'avere certo resto della pensione3, ma se questo non l'ho, come faccio?; quandoché i Padri de' Ciorani potrebbero rimediare a tutto; ma questi mi han perduta l'ubbidienza. Resto intanto afflitto in mezzo a tante angustie; ma l'angustia maggiore è di vedere perduta l'ubbidienza e tutta la Congregazione.

Io aspetto il ritorno di V. R., mentr'ella so ch'è amante della ubbidienza. Quando sentirà quel che io le dirò col parere de' miei Consultori--a' quali, allora che sono uniformi, anch'io Rettor Maggiore son tenuto ubbidire--allora V. R. si unirà al parere comune, perché ora, tolti quei che sono a Ciorani (a cui anche tre Padri di colà sono contrarj), tutti gli altri della Cong.ne sono con me, ed uniformi all'ubbidienza. Frattanto mi bisogna soffrire e crepare, mentre a tutte le cose, che si oppongono i contrarj, vi sono le risposte chiare che qui non posso tutte scriverle, e scritte per lettera non bastano a persuadere quei che hanno scusato il sentimento contrario.

Benedico V. R. e tutti i compagni di costì, e raccomandatemi a G.C. Io ho patito un catarro de' miei soliti, ma non tanto grave come gli altri; stamattina mi sono alzato da letto.

Sappiate che più periti mi han accertato ed obbligato a fare i ripari o sieno voltanti, o si gitta4 o non si gitta la cupola, e mi dicono che li faccia presto per lo pericolo che sovrasta di cadere la cupola e della ruina della cantina e di tutta la casa.

Io non ho danari, onde ho pregato il P. Tozzoli che mi desse almeno in prestito 50 ducati. Esso mi li promise per lo giorno seguente, ma poi non me l'ha mandati. Prego V. R. a scrivergli che almeno mi presti questi 50 duc. Voi altri a Ciorani avete molti modi, come ho appurato, di aver questi danari ed altri, ma io non ho questo modo. -Sempre sia benedetto Dio che mi ha ridotto in tanta miseria ed in tanto disprezzo anche de' miei sudditi.

Quando sarà finita la Missione della città di Cassano, benché gli altri Padri dovessero restare per altre Missioni, prego V. R. di venir subito qui a Nocera, perché se Ella non viene, le cose resteranno nella stessa confusione, come ora si trovano.

-Di nuovo la benedico

Di V.R.

F.llo Alf.o M.a R.r M.re; ma di stoppa5

Nocera, 16 Novembre 1779

[PS] Si è fatto già l'appalto delle pietre per li voltanti, che queste son necessarj, come ho detto di sopra. Per maggior cautela dell'affare si è mandato a chiamare un tale Calvanese, molto pratico, che fatica nelle fabbriche del nostro Re in Persano, e lo stiamo aspettando.

Dopo scritta questa, le invio quest'altra inclusa.

 

Solo la firma è autografa. La lettera è scritta dal Frat. Francesco Romito. La trascrizione è secondo l'originale conservato in A G.

Analisi della lettera fatta dal P. Andreas Sampers.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 11 (1963), pp. 42-44.




1 A Cassano era stato mandato in missione. Cf. Kuntz X 47-48



2 Voltante: volta.



3 La pensione che gli fu assegnata dai redditi della mensa episcopale di S. Agata.



4 Si gitta (a terra): si getta, s'abbatte.



5 Ma di stoppa. Queste ultime parole le aggiunge S. Alfonso, perché i sudditi non prestano la dovuta obbedienza alla sua autorità.






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