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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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464. A Gavotti Pietro Antonio, tutore dei suoi nipoti, figli di Ercole. Napoli.

Lo ringrazia di aver accettato l'incarico e propone Gaetano Celano come avvocato della famiglia Liguori.

 

Nocera, 14. 09. 1780.

 

Ill.mo Sig.re Sig.re e [ETML-M:U=“[]”]P[adro]ne col.mo.

Se la morte di mio fratello D. Ercole1, che il Signore abbia nella gloria, mi ha apportato non picciolo dolore e rincrescimento, mi riempì ancora la mente, appena che fu da me risaputa, di mille penosi pensieri per la cura forse che avrei dovuto addossarmi de' miei nipoti2, altri suoi servi rimasti, posso dire, e senza padre, perché già passato a miglior vita, e senza madre ancora3. Ma essendo stato non prima di quest'oggi assicurato, che V.S. Ill.ma era stato dalla buona memoria di mio fratello scelto e destinato tutore de' medesimi, e si è andato a temperare il mio dolore e si sono dalla mente sgombrati tutti quelli angosciosi pensieri, che mi tenevano oppresso, perché li considero in buone mani, e vivo sicuro, che attesa la sua assistenza e zelo, non solo vogliono essi profittare sotto la sua savia condotta, ma che gli affari ancora temporali de' medesimi saranno troppo bene maneggiati.

Ne lodo perciò di continuo il Signore Iddio e ne rendo con questa mia divotissima ad V.S. Ill.ma i più distinti ringraziamenti per aversi voluto caricare di nuovi pesi, che saranno da me riconosciuti in aumento delle tante obbligazioni che le professo.

Non le rincrescerà adunque, se attesa la sua bontà, mi prendo la confidenza di umiliarle un mio sentimento non ché preghiera, e si è di far continuare ad esercitare da avvocato della mia Casa il Sig.re D. Gaetano Celano4, uomo come l'è ben noto di sperimentato valore e dottrina, il quale, com'ella ben , mi ha sempre favorito; tanto più, che lo stesso mi ha fatta una gentile e modesta esibizione de' di lui favori, a cui corrispondendo con dovuti ringraziamenti l'ho volentieri accettati. -Del resto mi rimetto al suo savio discernimento, né intendo con questo imporle alcuna legge nell'esercizio del suo officio, pur troppo obbligante.

Mi continui intanto V.S. Ill.ma i suoi favori, mi eserciti con suoi onorati comandi, mentre pieno di stima immutabilmente mi dico

Di V.S. Ill.ma

Div.mo Servo V.o Obbl.mo

Alfonso Ma de Liguori Vesc.o

Nocera de' Pagani, 14 Settembre 1780

 

Solo la firma è autografa; la lettera è scritta dal Frat. Francesco Romito. La trascrizione è secondo l'originale conservato in A G.

Analisi della lettera fatta dal P. Andreas Sampers.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 11 (1963), pp. 284-285.

 




1 Ercole de Liguori morì il 8-IX-1780.



2 I figli di Ercole erano: Maria Teresia, nata il 20-VII-1764; i gemelli Carlo (morto già il 6-II-1770) e Giuseppe,, nato il 16-IV-1766; Alfonso nato il 5-VIII-1767.



3 Marianna Capano Orsini, seconda moglie (10-III-1763) di Ercole: viveva ancora, ma era malata di mente.



4 L'avvocato Gaetano Celano era noto per ciò che aveva fatto per S. Alfonso nella causa Maffei-Sarnelli.






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