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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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471. Al P. Gaspare Caione, C. SS. R., Benevento.

1781, 21 gennaio, Nocera

Viva Gesù, Maria e Giuseppe

Don Gasparo mio,

mi scrisse il P. De Paola che il Papa avea risposto già al Card. Banditi, io pertanto ho scritto al detto Cardinale, che mi avvisasse qualche cosa di buono se mai n'avesse avuta la notizia; il Card. finora non mi ha risposto, onde prego V. R. a darmi qualche buona notizia, mentre io vivo afflitto senza ricevere alcuna nuova di sollievo per le cose di Roma. Scrissi al Pro- Segretario della S. C. il quale ci favorisce (dico il Sig. Avvocato Zuccari), il quale non mi ha risposto ancora, ma da Zuccari io spero qualche cosa di buono.

Le cose di Napoli nostre col Re (non posso scrivere ora cose di certezza, perché non hanno ancora avute le risoluzioni) che abbiamo richieste, ma io sto allegramente, mentre il Cappellano Maggiore sta tutto a favore nostro e il Re da lui dipende. Avvisatemi se vi è qualche speranza di veder riunita la nostra Congregazione, la quale stando così divisa, sta così sconquassata; ma io confido in Maria Vergine ch'Ella presto abbia da riunirci.

Ci vogliono orazioni, V. R. co' Compagni ne preghi Dio, ogni sera faccia dire una Salve alla Madonna per questa riunione, e l'abbraccio caramente con tutti gli altri compagni.

Di V. R.

Nocera, 21 gennaio 1781

La prego a rispondermi e dirmi qualche cosa di buono su la suddetta.

Divotissimo servo

F.llo Alfonso M. Vescovo +

In calce alla lettera si legge:

Attesto io qui sottoscritto Procuratore G.le e Postulatore della causa di canonizzazione di S. Alfonso che la presente lettera fu dettata dal medesimo e firmata di suo proprio pugno. In fede

Roma, 23 luglio 1840

Giuseppe M. Mautone

[La lettera quindi segue:]

Voglio dire alcune cose di consolazione che stiamo aspettando dal Re. Aspettiamo per di aver la licenza da farsi la questua per gli amici da tutte le nostre Case. Per di avere il permesso di far il giuramento della Povertà, di più della vita comune, ed anche il giuramento della Perseveranza tanto da noi desiderata, alla quale il Re per lo passato non ha voluto mai dare il consenso dicendo che non vuole gente obbligata per forza; ma ora speriamo certo di avere il permesso di fare tutti noi il giuramento di tutte queste cose colla speranza; e di tutte ne abbiamo la speranza con certo fondamento, perché dove prima il Cappellano Maggiore non ci era molto favorevole per impetrare tutte queste cose, al presente ha fatto la Consulta tutta favorevole per noi, e già l'ha mandata al Re e tra breve ne aspettiamo (se piace a Dio) il dispaccio favorevole. Vi prego di raccomandare a Dio nelle orazioni queste grazie cercate al Re; se l'avremo, come speriamo colla Consulta già ottenuta dal Cappellano Maggiore, la nostra Congregazione muterà faccia. E quando Roma intenderà questi favori a noi concessi dal Re, spero a Dio, che così la S. C. come il Papa non avranno difficoltà di ammettere che la Congregazione si unisca di nuovo. Noi qui facciamo orazioni per l'adempimento, fatele ancora voi. E posto ciò speriamo di aver Roma favorevole, poiché per altro il nostro Istituto de' Regnicoli è lo stesso che il vostro di attendere alle Missioni.

Fotocopia di Lettera autografa del Santo forse finora inedita. - Lettura del Documento fatta da Laura Torino nel gennaio 2000.




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