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S. Alfonso Maria de Liguori
Lettere

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480. Ad un Rettore di una Casa CSSR nel Regno di Napoli.1

Fa la storia del Regolamento regio che i Padri debbono conoscere; ne manda copie.

 

Nocera, 15. 05. 1781.

 

Viva Gesù e Maria

Molto Rev. Padre

Fin dai 22 Genaro del passato anno si compiacque S.M. di approvare un piano di Regole per la nostra Congregazione, che in nome mio le fu presentato2, con Dispaccio per la Secreteria dell'Ecclesiastico3, a me comunicato da Monsig. Cappellano Maggiore con sua lettera di officio de' 26 del suddetto mese ed anno4, il quale Dispaccio è del tenore seguente:

Ill.mo e Rev.mo Sig.re. -Propostasi al Re la consulta di V.S. Ill.ma del primo del corrente Gennaro sulli capi formati da M. r D. Alfonso de Liguori per l'interiore Regolamento delle case di sua Congregazione de' Preti Missionarj, S.M. è rimasta informata, che tali capi punto non eccedono i precedenti Reali ordini; e che con somma moderazione conceputi, altro non riguardano, se non il modo, che i Missionarj tener debbono nell'esercizio del loro ministero e il Regolamento interiore da doversi da essi osservare nelle loro case. Perciò si è degnata S.M. di approvare tai capi di Regolamento; con doversi però in essi aggiungere quello di non prendere i Missionarj alcuna parte nei testamenti, che si facciano da coloro, ai quali essi assistano o predichino nelle loro Missioni; e con restar sempre ferme le precedenti Reali determinazioni per essi Missionarj fatte, una in data de' 19 Dicembre 1752 e l'altra de' 21 Agosto dello scorso anno 1779, col piano generale aggiunto al Real Dispaccio suddetto del 1752. -Carlo de Marco. M. r Cappellano Maggiore.

Indi lo stesso Cappellano Maggiore nel primo di Marzo del ridetto anno5, rimettendomi copia del prefato piano di Regole, e comunicandomi un altro Dispaccio di S.M., così mi scrive:

Ill.mo e R.mo Sig. mio P.ne Oss.mo. -Con altra mia di officio in data de' 26 del passato Gennaro partecipai a V.S. Ill.ma la Reale approvazione del Regolamento da lei formato per le case di sua Congregazione, che con Real Carta de' 22 dello stesso Gennaro erami stata comunicata. Ora la prevengo di essermi pervenuto colla data dei 19 dello scorso mese un nuovo Dispaccio relativo al Regolamento istesso6, che è del tenore seguente:

Ill.mo e Rev.mo Sig.re. -Dalla relazione di V.S. Ill.ma de' 5 del corrente è rimasto inteso il Re di contenersi trai capi del Regolamento interiore, formato da M.r de Liguori per le case de' Missionarj di sua Congregazione, l'articolo voluto da S.M., di non dovere i Missionarj prendere alcuna parte ne' testamenti. Nel Real nome perciò ne riscontro a V.S. Ill.ma per sua intelligenza, mentre la M. S. attende da lei le due copie del Regolamento suddetto, per rimettersene una al Delegato della Real giurisdizione e l'altra alla Real Camera, per conservarsi ne' respettivi loro archivj.

Le complico nell'atto stesso una copia autentica del detto Regolamento, da cui potrà servirsi di far estrarre tutti quegli esemplari, che crederà necessarj doversi rimettere alle suddette case ed a ciascun individuo di quelle adunanze per loro intelligenza e notizia, acciocché niuno possa allegarne causa d'ignoranza. Ben vero però si debbono inserire in ognuno di detti esemplari così le Reali risoluzioni fatte per la sua Congregazione da S.M. [ETML-M:U="[]"][ETML-M:U=“[“ ]C[attolica] a II Dicembre 1752, e dalla M. del Re N.S. a' 21 del passato Agosto, come questi ultimi Reali Dispacci, che sono in ordine all'approvazione Reale di esso Regolamento. E poiché si compiacque la M. S. incaricarmi colla mentovata Regal Carta de' 22 Gennaro l'adempimento ed osservanza de' capi di tale Regolamento, perciò V.S. Ill.ma, qual Fondatore e Rettore Maggiore della Congregazione suddetta, faccia sapere in mio nome a tutti e qualsivogliano individui della medesima, che cotal Regolamento deve restar sempre fermo e stabile in ogni futuro tempo, senza veruna alterazione o diminuzione; e deve puntualmente osservarsi giusta la sua serie, continenza e tenore da tutt'i Congregati presenti e futuri delle anzidette case, sieno eglino Superiori, Sacerdoti, Studenti, o Laici, senza contraddizione e opposizione alcuna. Per lo di cui effetto parteciperà questa mia a tutt'i Superiori locali con ingiunger loro di doverla leggere nel luogo ed ora solita a' respettivi individui in uno congregati, e conservarne la notizia a futura memoria, con farsene dar conto dell'esecuzione. E con vera stima costantemente mi raffermo.

Di V.S. Ill.ma e R.ma. -Napoli, primo Marzo 1780. -ex officio. -Aff.mo serv.e obb.mo. -Matteo Gen.o Arciv.o di Cartagine. -M.r D. Alfonso de Liguori, Rett. e Magg. e della Cong.ne de' Mis.rj. -Nocera.

Ricevei, come ho detto, nel mese di Marzo dell'anno scorso la trascritta lettera di M.r Capp.o Magg. e; ma perché nel considerare il riferito piano di Regole incontrai non poche difficoltà, e mi fu avvertito, che in tutte le altre nostre case i medesimi dubbj erano insorti, stimai perciò sospendere per allora la pubblicazione di detta lettera, come mi veniva imposto, e tenere un'assemblea di Sacerdoti deputati dalle case, come in fatti si fece7. E concordemente si determinò di accettare l'enunciato piano di Regole, ma sospenderne la stampa e la distribuzione a ciascun individuo, sino a che si fosse supplicata S.M. di nuovo per l'approvazione di altri punti, stimati comunemente molto interessanti e utili all'opera delle Missioni, che si erano trascurati, e per la moderazione di alcuni altri; come altresì per la dichiarazione de' dubbj ed equivoci, che si contengono nel mentovato piano, e che potrebbero col tempo arrecare detrimento e dissenzioni nella Congregazione.

Essendosi ora S.M. degnata, con Dispaccio de' 24 Febbrajo del corrente anno, di accordare, che si faccia dai soggetti della nostra Congregazione il giuramento a Dio di vivere perfettamente in comune ed in povertà, senza però che i medesimi soggetti rimangano pregiudicati nel dominio, ch'essi hanno de' loro beni patrimoniali e dell'usufrutto dei medesimi, a tenore di quanto si trovava già disposto nel detto piano di Regole; come avendoci anche accordato di potersi fare l'altro giuramento di perseveranza nella Congregazione, da potersi rilasciare dal Capo della medesima per causa ragionevole; e di poter ricorrere agli amici e benefattori della Congregazione per qualche soccorso nel tempo della raccolta delle biade e dell'olio: ho creduto con queste nuove grazie essersi provveduto non solo alla sussistenza, ma anche al profitto dell'opera delle Missioni e de' soggetti, che l'esercitano, e di potersi per conseguenza venire alla pubblicazione della sopranotata lettera di M.r Cappellano Mag. e alla distribuzione del menzionato piano di Regole; riservandomi di far nuovo ricorso al Sovrano per la moderazione e spiega di sopra accennate, e per fare aggiungere al suddetto piano altri punti, con che si provveda per quanto si può al buon ordine e pace degli individui della Congregazione.

Rimetto dunque a V. R. una copia manoscritta del detto piano di Regole, estratta dall'originale che conservo presso di me, e da me sottoscritta8. Le copie poi di un tal piano, ch'ella deve distribuire agl'individui di cotesta casa, le rimetterò a V.R., subitoché le riceverò stampate da Napoli9. Le rimetto ancora la copia del Dispaccio de' 24 Febbrajo del corrente anno, il quale è stampato unitamente col Dispaccio di Agosto 1779 e coll'altro de' 22 Gennaro 1780.

Subito però che saranno ritirati i Padri dalle Missioni, li faccia V. R. adunare nella cappella domestica, e faccia leggere avanti a' medesimi questa mia e l'enunciato Dispaccio di Febbrajo del corrente anno; come altresì comunichi loro il predetto piano di Regole, ordinando a tutti in nome di S.M. e del suo Cappellano Mag. e, che cotal piano di Regole debba osservarsi puntualmente da tutt'i Congregati presenti e futuri delle nostre case senza veruna alterazione o diminuzione, e parimente senza contraddizione e opposizione alcuna, dovendo un tal piano restar sempre fermo ed inviolabile. Subito succeduta detta pubblicazione, mi avvisi di aver adempito a quanto le ho incaricato, e se qualche soggetto nell'atto della pubblicazione del medesimo piano siasi opposto a quanto vien prescritto da S.M.10. Invigili con somma oculatezza ed attenda con zelo a procurare la fedele osservanza dell'espressato Regolamento, e da tempo in tempo mi partecipi, se gl'individui di cotesta casa, sieno Sacerdoti, Studenti, o Laici, al medesimo puntualmente ed esattamente si conformino.

Finalmente prego V. R. di ordinare a tutti, che per sei mesi continui preghino con maggior fervore ed assiduità del solito il Sig.re Iddio per la salute e prosperità della M. S. e di tutta la Real Famiglia, applicando per detto tempo tutto ciò, che si pratica di orazioni e di mortificazioni, per detto effetto. -Non si dimentichi di tenermi presente nel santo Sacrificio, perché sono vicino alla morte, e la benedico con tutti.

Di V.R.

Nocera, 15 Maggio 1781

 

L'ultima parte del secundo foglio, in cui vi era apposta la firma autografa, è stata cambiata.

Appare chiaro dalla lettera stessa che questa fu scritta dal Supremo Superiore, cioè da S. Alfonso, che nelle successive lettere circolare del 21-VI-1781 rimanda ad essa.

La trascrizione è secondo l'originale conservato in A G.

Analisi della lettera fatta dal P. Andreas Sampers.

Pubblicata in Spicilegium Historicum, Roma, 11 (1963), pp. 295-299.




1 Probabilmente questa lettera fu mandata al P. Deodato Criscuoli, Rettore in Ciorani. Simili lettere furono mandate ad altri Rettori delle Case del Regno. KUNTZ, X 272 annota: «Die 15 mensis Maii B. Pater has dedit ad quattuor collegiorum Rectores communes litteras...».



2 La supplica di S. Alfonso era stata presentata al Governo Napoletano nell'autunno del 1779.



3 Il «Dispaccio» del 22-1-1780 fu dato da Carlo de Marco al Cappellano Maggiore, l'Ecc.mo Matteo Testa.



4 L'originale della lettera del Cappellano Maggiore a S. Alfonso del 26-1-1780 è conservato in A G.



5 La Copia autenticata della lettera del Cappellano Maggiore del 1-III-1780 è conservata in A G.



6 Il «Dispaccio» del 19-II-1780 fu dato da Carlo de Marco al Cappellano Maggiore.



7 Il Congresso si tenne nei mesi di maggio e di giugno del 1780.



8 La Copia del «Regolamento regio», firmata dallo stesso S. Alfonso «Alfonso M. a R. r M.re»), fu aggiunta alla lettera.



9 Poco dopo il «Regolamento regio» fu stampato insieme ai «Dispacci», come risulta dalla lettera inviata al P. Bartolomeo Corrado il 7-VI-1781 «Ora si stanno stampando i Regolamenti. Finita la stampa, li manderò per tutti di codesta comunità»



10 Si conserva in A G il documento originale nel quale è attestato che l'11-VI-1781 in Ciorani il «Regolamento regio» era accettato. Tutti, Padri, fratelli chierici e laici firmarono; il notaio Ettore Alfano di Sanseverino autenticò le firme.






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