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S. Alfonso Maria de Liguori
Meditaz. per l'ottava dell'Epifania

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MEDITAZIONE III. - Della fuga di Gesù in Egitto.

Apparve l'angelo in sogno a S. Giuseppe e gli fe' intendere che Erode andava cercando Gesù bambino per privarlo di vita; onde gli disse: Surge et accipe puerum et matrem eius, et fuge in Aegyptum (Matth. II, [13]). Ecco dunque che Gesù appena nato è perseguitato a morte. Erode è figura di quei miseri peccatori che vedendo appena rinato Gesù Cristo nella loro anima col perdono, di nuovo lo perseguitano a morte ritornando a peccare: Quaerunt puerum ad perdendum eum. 1 - Giuseppe all'ordine dell'angelo subito senza dimora ubbidisce e ne avvisa la santa Sposa. Egli prende quei pochi ferri che potea portare, affin di servirsene nel suo mestiere ed aver modo in Egitto di sostentare la povera sua famiglia. Maria all'incontro unisce un picciolo fardelletto de' panni che doveano servire per uso al santo Bambino, e poi si porta alla cella, s'inginocchia prima avanti il suo tenero Figlio, gli bacia i piedi e poi teneramente piangendo gli dice: O mio Figlio e Dio, appena voi siete nato e siete venuto al mondo per salvare gli uomini, e gli uomini vi cercano per darvi la morte.- Lo prende, e seguitando ambedue i santi sposi a piangere, chiudono la porta e nella stessa notte si mettono in viaggio. Va considerando le occupazioni in tal viaggio di questi santi pellegrini. Tutti i loro discorsi non sono che del loro caro Gesù, della sua pazienza e del suo amore; e così si sollevano nelle pene e negl'incomodi di tal lungo cammino. Oh quanto è dolce il patire a vista di Gesù che patisce! Accompagnati ancora tu, anima mia, dice S. Bonaventura, con questi tre santi e poveri esiliati; e compatiscili in questo viaggio che fanno, così faticoso e lungo e senza comodità. 2 E prega Maria


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che ti dia a portare nel tuo cuore il suo Figlio divino. Considera quanto dovettero patire, specialmente in quelle notti che dovettero passare nel deserto d'Egitto. La nuda terra serve loro di letto all'aria aperta e fredda. Piange il Bambino, piangono Maria e Giuseppe per compassione. Oh santa fede! e chi non piangerebbe in vedere un Figlio di Dio che fatto bambinello, povero ed abbandonato fugge per un deserto affin di scampare la morte?




1 “Quaerunt puerum ad perdendum eum,” a somiglianza di Erode: Futurum est enim ut Herodes quaerat puerum ad perdendum eum. Matth. II, 13.



2 “Compatere ergo eis, quia labor difficilis, et magnus, et longus est, tam ipsis quam puero Iesu, et vade cum eis, et adiuva puerum portare, ut servias in omnibus in quibus potes.” Meditationes vitae Christi, cap. 12. Opera S. Bonaventurae, VI, Lugduni, 1668 (iuxta editiones Vaticanam et Moguntinam), pag. 343. - Molti hanno attribuito queste Meditationes al B. Bonaventura Baduario, ma basandosi su fondamento  erroneo. L'opera è certamente d'origine francescana: potrebbe dirsi “secundum S. Bonaventuram”. Opera S. Bonaventurae, ad Claras Aquas, VIII, 1898, Prolegomena, pag. CXII. L'autore sembra “Fr. Ioannes a Caulibus, Etruscus, qui floruit circa annum 1376”. Secondo nuovi studi, non ancora terminati, non si esclude che parte delle Meditationes, (quelle specialmente che riguardano la Passione), possano attribuirsi allo stesso S. Bonaventura.






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