Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText
S. Alfonso Maria de Liguori
Meditaz. per li giorni dell'Avvento

IntraText CT - Lettura del testo
Precedente - Successivo

Clicca qui per nascondere i link alle concordanze

- 147 -


MEDITAZIONE IV. - Ubi venit plenitudo temporis, misit Deus Filium suum (Gal. IV, 4).

Considera come Dio lascio passare quattro mila anni dopo il peccato di Adamo prima di mandare in terra il suo Figlio a redimere il mondo. E frattanto, oh quali tenebre di ruina regnavano sulla terra! Il vero Dio non era conosciutoadorato, se non appena in un angolo del mondo. Da per tutto regnava l'idolatria, sicché erano adorati per dei i demoni, le bestie e le pietre. Ma ammiriamo in ciò la divina sapienza; ella differisce la venuta del Redentore per renderla agli uomini più


- 148 -


gradita: la differisce acciocché si conosca meglio la malizia del peccato, la necessità del rimedio e la grazia del Salvatore. Se subito dopo il peccato di Adamo fosse venuto Gesù Cristo, poco si sarebbe stimata la grandezza del beneficio. Ringraziamo dunque la bontà di Dio per averci fatti nascere dopo che già si è compiuta la grand'opera della Redenzione. - Ecco è già venuto il tempo fortunato che fu chiamato la pienezza del tempo: Ubi venit plenitudo temporis, misit Deus Filium suum... ut eos qui sub lege erant redimeret.1 Si dice plenitudo, per la pienezza della grazia che 'l Figlio di Dio venne a comunicare agli uomini per mezzo della Redenzione. Ecco già si manda l'angelo ambasciatore nella città di Nazarette alla Vergine Maria ad annunziarle la venuta del Verbo che vuole incarnarsi nel suo utero. L'angelo la saluta, la chiama piena di grazia e la benedetta tra le donne. Ella, l'eletta per Madre del Figlio di Dio, l'umile verginella si turba a queste lodi per ragion della sua grand'umiltà; ma l'angelo le fa animo e le dice ch'ella ha trovata la grazia appresso Dio: cioè quella grazia che importava la pace tra Dio e gli uomini, e la riparazione della ruina cagionata dal peccato. Le avvisa poi il nome di Salvatore che dee imporre a questo suo Figlio: Vocabis nomen eius Iesum;2 e che questo suo Figlio era lo stesso Figlio di Dio che dovea redimere il mondo, e così regnare sopra i cuori degli uomini. Ecco finalmente che Maria accetta l'esser Madre di tal Figlio: Fiat mihi secundum verbum tuum.3 E il Verbo Eterno prende già carne e diventa uomo: Et Verbum caro factum est.4

Ringraziamo questo Figlio, e ringraziamo ancora questa madre che in accettare d'esser Madre d'un tal Figlio accettò l'essere madre della nostra salute e madre insieme di dolori, accettando allora tutto l'abisso de' dolori che dovea costarle l'esser Madre d'un tal Figlio venuto a patire e morire per gli uomini.




1 Gal. IV, 4, 5.



2 Luc. I, 31.



3 Luc. I, 38.



4 Io. I, 14.




Precedente - Successivo

Copertina | Indice: Generale - Opera | Parole: Alfabetica - Frequenza - Rovesciate - Lunghezza - Statistiche | Aiuto | Biblioteca IntraText

IntraText® (V89) © 1996-2006 Èulogos