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S. Alfonso Maria de Liguori
Meditazioni...giorni della novena

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MEDITAZIONE II.

Hostiam et oblationem noluisti, corpus autem aptasti mihi.

(Hebr. X, 5).

Considera la grande amarezza da cui dovette sentirsi afflitto e oppresso il Cuore di Gesù bambino nell'utero di Maria, in quel primo istante nel quale gli fu proposta dal Padre tutta la serie de' disprezzi, dolori ed agonie che nella sua vita doveva patire, per liberare gli uomini dalle loro miserie. Mane erigit mihi Dominus aurem; ego autem non contradico; corpus meum dedi percutientibus (Is. L, 4).1 Così parlò Gesù per


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bocca del profeta. Mane erigit mihi aurem, cioe dal primo punto di mia concezione il Padre mio mi fe' sentire la sua volontà ch'io menassi una vita di pene, per essere in fine sacrificato sulla croce. Ego autem non contradico; corpus meum dedi percutientibus. Ed io tutto accettai per la vostra salute, o anime, e sin d'allora abbandonai il mio corpo ai flagelli, a' chiodi ed alla morte. - Pondera che quanto patì Gesù Cristo nella sua vita e nella sua Passione, tutto gli fu posto avanti stando nell'utero di sua Madre, ed egli tutto con amore accettò; ma in fare quest'accettazione e in vincere la natural ripugnanza del senso, oh Dio quale angoscia ed oppressione non patì l'innocente Cuore di Gesù! Ben egli intendeva quel che primieramente dovea soffrire in istarsene ristretto per nove mesi in quel carcere oscuro nell'utero di Maria: in patire l'obbrobrio ed i patimenti della nascita, nascendo in una grotta fredda che era stalla di bestie: in doversi poi trattenere trenta anni avvilito in una bottega d'un artigiano: in vedere che doveva essere dagli uomini trattato da ignorante, da schiavo, da seduttore e da reo di morte, e della morte più infame e dolorosa che si dava a' ribaldi. Tutto accettava l'amante nostro Redentore in ogni momento, ma in ogni momento che l'accettava veniva a patire unitamente insieme tutte le pene e gli avvilimenti che poi dovea soffrire sino alla morte. La stessa cognizione della sua dignità divina davagli più a sentire le ingiurie che era per ricevere dagli uomini. Tota die verecundia mea contra me est (Ps. XLIII, 16). Continuamente ebbe innanzi agli occhi il suo rossore, specialmente quella confusione che doveva apportargli un giorno il vedersi spogliato nudo, flagellato, ed appeso a tre uncini di ferro, e così finir la vita in mezzo ai vituperi, ed alle maledizioni di quegli stessi uomini per li quali egli moriva: Factus obediens usque ad mortem, mortem autem crucis (Philipp. II, 8). E perché? per salvare noi miseri ed ingrati peccatori.




1 Dominus... mane erigit mihi aurem, ut audiam quasi magistrum. Dominus Deus aperuit mihi aurem, ego autem non contradico; retrorsum non abii. Corpus meum dedi percutientibus. Is. L, 4, 5, 6.




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